Pulizia dei tubi di chiller, condensatori e scambiatori di calore: procedura, frequenza, strumenti

Indice

La pulizia dei tubi di chiller, condensatori e scambiatori a fascio tubiero si fa in due modi: per via meccanica, con spazzole o utensili montati su un albero flessibile che ruota dentro il tubo, e per via chimica, facendo circolare un disincrostante. La meccanica toglie fanghi e depositi morbidi, la chimica scioglie il calcare duro. Dopo la chimica, Trane chiede sempre un passaggio meccanico, un risciacquo e un’ispezione. Le guide del Dipartimento dell’Energia statunitense indicano di pulire i tubi di condensatore ed evaporatore dei chiller almeno una volta l’anno, durante la fermata.

Questa guida è per manutentori HVAC, facility manager e responsabili di manutenzione negli stabilimenti industriali che devono programmare la pulizia o il lavaggio dei tubi degli scambiatori.

In breve

  • Il segnale principale di tubi sporchi è l’aumento della temperatura di avvicinamento (approach): la differenza fra la temperatura di condensazione del refrigerante e quella dell’acqua in uscita dal condensatore. Se sale oltre il valore atteso, i tubi vanno ispezionati.
  • La guida O&M del DOE indica di pulire i tubi di condensatore ed evaporatore dei chiller almeno una volta l’anno. Trane indica per l’evaporatore in circuito chiuso una pulizia normalmente sufficiente ogni tre anni e un controllo a correnti indotte dei tubi ogni tre anni.
  • La pulizia meccanica rimuove fanghi, alghe e incrostazioni leggere; il calcare duro si toglie meglio con la chimica, che va sempre seguita da pulizia meccanica, risciacquo e ispezione.
  • La spazzola va scelta per diametro e tipo di tubo: uguale al diametro interno o fino a 1,6 mm più piccola. Nei tubi a rigatura interna servono spazzole dedicate; raschietti e utensili lucidanti in filo inox sono solo per tubi lisci.
  • Negli scambiatori e nei componenti in acciaio inox non si usano acido cloridrico né prodotti con cloruri: il costruttore Alfa Laval avverte che causano corrosione.

Come si pulisce lo scambiatore di calore?

Uno scambiatore a fascio tubiero si pulisce fermandolo, scaricandolo, aprendo le testate (le casse d’acqua) e passando ogni tubo con un utensile rotante e acqua di lavaggio. Le incrostazioni dure si sciolgono con un disincrostante in circolazione, poi si ripassa meccanicamente. Si chiude con risciacquo, ispezione e rimontaggio secondo il manuale.

Perché i tubi si sporcano

Le superfici di scambio dei chiller raccolgono depositi minerali e fanghi dall’acqua che vi circola. Secondo il DOE qualsiasi deposito isola il tubo, riduce lo scambio termico e richiede una differenza di temperatura più grande fra acqua e refrigerante (DOE, O&M Best Practices Guide, Release 3.0, par. 9.4.5).

Il manuale Trane dei chiller centrifughi CenTraVac elenca le conseguenze di un’acqua non trattata o trattata male: incrostazioni, erosione, corrosione, alghe e melma (Trane, CVHE-SVX02P-EN, 2019). In pratica i depositi sono di quattro tipi:

  • Calcare e sali minerali: crosta dura e aderente, tipica delle acque dure e dei circuiti che evaporano.
  • Fanghi e sedimenti: materiale sciolto che arriva dalla torre evaporativa o dalla rete.
  • Biofilm, alghe e melma: strato organico morbido, più frequente nei circuiti aperti e caldi.
  • Prodotti di corrosione: ossidi di ferro e rame che si staccano dalle tubazioni.

Il condensatore lavora di solito su un circuito aperto collegato a una torre evaporativa ed è il lato più esposto. L’evaporatore è in genere in circuito chiuso: per Trane può non accumulare quantità apprezzabili di calcare o fango.

Come capire se i tubi del chiller sono ostruiti o incrostati?

Il segnale principale è una temperatura di avvicinamento del condensatore più alta del previsto: Trane la indica come il sintomo dello sporcamento dei tubi. L’avvicinamento è la differenza fra la temperatura di condensazione del refrigerante e quella dell’acqua in uscita dal condensatore.

Il valore “previsto” è quello del chiller pulito, a parità di carico e portata: serve un registro di funzionamento, come il modello proposto dal DOE. Un avvicinamento che cresce lentamente è compatibile con lo sporcamento. Se invece sale all’improvviso, conviene escludere prima le cause che il DOE indica con effetti simili: aria nel condensatore e filtro dell’acqua intasato.

Altri segnali da incrociare:

  • Perdita di carico lato acqua in aumento: lo sporcamento riduce lo scambio termico e aumenta la perdita di carico lato acqua, come ricorda un articolo dell’ASHRAE Journal sui tubi dei condensatori.
  • Pressione di condensazione alta a parità di condizioni: il compressore lavora contro una temperatura di condensazione più alta.
  • Ispezione visiva delle piastre tubiere e dei primi centimetri dei tubi, all’apertura delle casse d’acqua.

Nelle caldaie l’indicatore equivalente è la temperatura dei fumi. Secondo il DOE, se a parità di carico e di eccesso d’aria la temperatura dei fumi sale nel tempo, la causa probabile sono incrostazioni o depositi.

Tubi incrostati o tubi danneggiati?

Per lo stato della parete del tubo serve un controllo diverso dalla pulizia. Trane raccomanda un’ispezione a correnti indotte (eddy current) dei tubi di condensatore ed evaporatore ogni tre anni, per individuare difetti della parete che potrebbero portare a rotture in servizio. Per le perdite fra lato acqua e lato refrigerante o di processo si usano appositi rilevatori di perdite.

Con quale frequenza va eseguita la pulizia dei tubi?

Per i chiller la risposta di riferimento è: condensatore ogni anno, evaporatore secondo circuito e condizioni. La lista di controllo del DOE indica di pulire i tubi del condensatore e dell’evaporatore almeno una volta l’anno, nell’ambito della procedura di fermata. Trane chiede di ispezionare ogni anno i tubi del condensatore e di pulirli se sporchi. Per l’evaporatore in circuito chiuso indica come normalmente sufficiente una pulizia ogni tre anni.

ComponenteFrequenza indicataFonte
Tubi del condensatore (chiller ad acqua)Pulizia almeno annuale, alla fermataDOE O&M Guide 3.0, lista di controllo chiller
Tubi del condensatoreIspezione annuale, pulizia se sporchiTrane CVHE-SVX02P-EN
Tubi dell’evaporatorePulizia almeno annuale, alla fermataDOE O&M Guide 3.0
Evaporatore in circuito chiusoNormalmente ogni tre anni; più spesso nei circuiti apertiTrane CVHE-SVX02P-EN
Stato della parete dei tubiProva a correnti indotte ogni tre anniTrane CVHE-SVX02P-EN
Scambiatore a piastre saldato (Compabloc)Pulizia chimica quando la perdita di carico raggiunge il massimo stabilitoAlfa Laval, manuale Compabloc

Il calendario è il minimo. La frequenza reale dipende da qualità e trattamento dell’acqua, ore di funzionamento e temperature. La regola pratica: pulizia alla fermata annuale e controllo continuo dell’avvicinamento, che anticipa l’intervento quando i numeri peggiorano. Per gli scambiatori di processo si parte dalle indicazioni del costruttore e si corregge con temperature, portate e perdite di carico misurate.

Quali prodotti e strumenti servono per rimuovere calcare e fanghi?

Per fanghi e depositi morbidi bastano spazzole rotanti con acqua di lavaggio. Per il calcare leggero servono spazzole in ottone, acciaio o abrasive; per il calcare duro, utensili da taglio o un disincrostante. Decidono deposito, materiale e forma del tubo.

Pulizia meccanica: macchina, albero flessibile, utensile

Le macchine pulisci tubi rotanti fanno girare dentro il tubo un utensile montato in punta a un albero flessibile. Secondo il catalogo Goodway distribuito da Trane, la RAM-4 porta l’acqua lungo la guaina dell’albero fino all’utensile, e l’acqua scarica i depositi man mano che si staccano. Il campo d’uso indicato è di tubi da 6,4 a 25,4 mm di diametro interno, in chiller, condensatori, evaporatori, macchine ad assorbimento e scambiatori (Trane, catalogo Goodway RSP-PRC014-EN, 2010).

L’utensile si sceglie per tipo di deposito e di tubo. Le indicazioni del catalogo Goodway:

UtensileDepositoTubo
Spazzola in nylonDepositi morbidi (fango, alghe)Tubi lisci diritti, ferrosi e non ferrosi
Spazzola in ottoneDepositi morbidi e calcare leggeroTubi lisci diritti, ferrosi e non ferrosi
Spazzola in acciaio inoxDepositi morbidi e calcare leggeroTubi lisci diritti ferrosi
Spazzola abrasiva (setole in nylon con abrasivo)Depositi morbidi e calcare leggero; pulisce e lucida in un passaggioTubi diritti, ferrosi e non ferrosi
Spazzola a doppio diametroDepositi morbidi (nylon); morbidi e calcare leggero (ottone)Tubi diritti a rigatura interna (enhanced): nylon per tubi ferrosi, ottone per ferrosi e non ferrosi
Utensile lucidante in filo inoxCalcare da leggero a medio, finituraTubi lisci diritti, ferrosi e non ferrosi; non nei tubi a rigatura interna
Raschietto triangolareCalcare pesanteTubi lisci diritti ferrosi; non nei tubi a rigatura interna
Punta in metallo duroTubo completamente ostruitoTubi diritti ferrosi

Due regole di scelta vengono dallo stesso catalogo. Per le spazzole in nylon, ottone e acciaio, la spazzola deve essere uguale al diametro interno del tubo o più piccola al massimo di 1/16 di pollice (1,6 mm). Gli utensili da taglio e lucidanti si usano solo in senso orario e mai nei tubi a rigatura interna, dove rovinerebbero le nervature che aumentano lo scambio termico. Spazzole e utensili sono progettati per non tagliare la parete e non incastrarsi. Per i tubi a rigatura interna Trane consiglia di chiedere indicazioni a un’organizzazione di assistenza qualificata.

Pulizia chimica: circolazione di un disincrostante

Trane scrive che le incrostazioni di calcare si rimuovono meglio per via chimica. Lo schema tipico prevede una pompa di circolazione, la soluzione detergente e due tubi collegati agli attacchi del condensatore, con valvole di intercettazione. Le macchine di lavaggio chimico riprendono questo schema. La Goodway GDS-100, secondo la scheda IROM, è progettata per volumi totali a partire da 50 galloni (circa 190 litri) e ha valvole di ritegno contro il ritorno del liquido.

Il disincrostante va scelto in base ai materiali del circuito e al deposito. Trane chiede di rivolgersi a un fornitore di prodotti chimici qualificato, che conosca la composizione minerale dell’acqua locale. Ricorda anche che un circuito standard di condensazione è fatto di rame, ghisa e acciaio. Materiali, quantità di soluzione, durata e precauzioni vanno approvati da chi fornisce il prodotto o esegue la pulizia.

Meccanica o chimica? Il confronto

Pulizia meccanicaPulizia chimica
Cosa rimuove meglioFanghi, sedimenti, alghe, calcare leggero; con utensili da taglio anche calcare pesante nei tubi lisciCalcare e depositi minerali duri e aderenti
Come lavoraUtensile rotante su albero flessibile, con acqua di lavaggioCircolazione di una soluzione disincrostante con pompa esterna
Rischi principaliDanni alla parete con utensile sbagliato; nervature rovinate nei tubi a rigatura internaCorrosione se il prodotto non è compatibile con i materiali; gestione di sostanze pericolose e dei reflui
Serve aprire le casse d’acquaSìNo per la circolazione; sì per il passaggio meccanico finale e l’ispezione
Dopo il lavoroRisciacquo e ispezioneSempre pulizia meccanica, risciacquo e ispezione (Trane)

Qual è la procedura corretta per pulire i tubi di un chiller?

La procedura corretta segue il manuale del costruttore: fermare e isolare, scaricare, aprire le casse d’acqua, ispezionare, pulire meccanicamente e sciacquare. Se resta calcare si tratta chimicamente e si ripassa, poi si ispeziona e si richiude. La sequenza riprende il manuale Trane e le indicazioni DOE.

  1. Registrare i dati prima della fermata. Temperatura di avvicinamento, pressioni, portate e perdite di carico a un carico noto. Serviranno per misurare l’effetto della pulizia.
  2. Fermare il chiller e metterlo in sicurezza. Sezionare l’alimentazione elettrica e bloccarla prima di aprire la macchina. Chiudere le valvole di intercettazione del circuito d’acqua e scaricarlo.
  3. Aprire le casse d’acqua. Seguire le istruzioni del costruttore per lo smontaggio dei coperchi: sono componenti pesanti e vanno movimentati con mezzi di sollevamento adeguati.
  4. Ispezionare. Guardare piastre tubiere, imbocchi dei tubi e rivestimenti delle casse d’acqua. Annotare il tipo di deposito: decide l’utensile.
  5. Pulire meccanicamente ogni tubo. Trane descrive il metodo di base: far passare avanti e indietro in ogni tubo una spazzola tonda in nylon o ottone, per staccare il fango. Con una macchina rotante l’acqua di lavaggio scarica il materiale mentre si lavora.
  6. Sciacquare abbondantemente tutti i tubi con acqua pulita.
  7. Se resta calcare, pulire chimicamente. Collegare la pompa di circolazione agli attacchi del condensatore, far circolare la soluzione per il tempo indicato dal fornitore, scaricare e neutralizzare secondo le istruzioni del prodotto. Poi ripetere pulizia meccanica e risciacquo.
  8. Ispezionare, richiudere, verificare. Controllare che i tubi siano puliti, rimontare le casse d’acqua controllando le guarnizioni come indica il manuale, riempire e sfiatare il circuito. Riavviare e confrontare l’avvicinamento con i valori registrati al punto 1.

Come si puliscono correttamente i tubi del condensatore?

I tubi del condensatore di un chiller raffreddato ad acqua si puliscono come quelli di uno scambiatore a fascio tubiero: casse d’acqua aperte, utensile rotante con acqua, eventuale disincrostante e ispezione finale. Cambiano frequenza e tipo di sporco, perché il condensatore riceve l’acqua della torre evaporativa. Per la torre stessa, pacco e bacino, c’è la guida sulla pulizia delle torri evaporative.

Tre accorgimenti specifici per il condensatore:

  • Controllare il filtro dell’acqua di condensazione. Il DOE ricorda che quasi tutti i chiller ne hanno uno per trattenere il materiale che arriva dalla torre. Se è intasato, ai carichi alti la temperatura del refrigerante nel condensatore sale. Trane mette la pulizia dei filtri fra le attività di manutenzione periodica.
  • Curare il trattamento dell’acqua. Trane raccomanda uno specialista del trattamento delle acque. Senza correggere l’acqua, i tubi puliti tornano a sporcarsi.
  • Distinguere sporco e aria. Secondo il DOE l’aria intrappolata nel condensatore alza la pressione di mandata del compressore, con lo stesso effetto dell’incrostazione. Conviene escluderla prima di aprire le casse d’acqua.

E i condensatori raffreddati ad aria?

Molte ricerche su “come si pulisce il condensatore” riguardano i condensatori raffreddati ad aria, cioè batterie alettate. Lì lo sporco è all’esterno, fra le alette: polvere, fibre, foglie, grasso. Si toglie a bassa pressione con detergenti adatti all’alluminio, senza piegare le alette. È un lavoro diverso, che non rientra in questa guida.

È possibile pulire i condotti dello scambiatore con aria compressa?

Sì, per un compito preciso: l’aria compressa, da sola o con proiettili in schiuma, rimuove acqua, liquidi e depositi sciolti e asciuga i tubi. Il calcare aderente non si toglie con l’aria: servono spazzole, utensili o disincrostante.

Nelle pistole a proiettili l’aria compressa spinge nel tubo un proiettile in schiuma più grande del diametro interno, che trascina fuori liquidi e sporco sciolto. Secondo il distributore Goodway per il Benelux, il JetLoad pulisce tubi da 5 a 51 mm di diametro interno e lavora fra 4 e 6 bar. Si usa su chiller ad acqua, scambiatori a fascio tubiero e pompe di calore industriali, e serve ad asciugare i tubi prima delle prove a correnti indotte (Goodway Benelux). La scheda IROM della pistola JetLoad sottolinea che funziona anche su tubi curvi e avvolti, dove un albero rotante non arriva.

Alcune macchine rotanti usano l’aria come forza motrice. La Goodway AWT-100, secondo la scheda IROM, è alimentata ad aria compressa (da 4,1 a 7 bar) con velocità variabile da 500 a 3.000 giri al minuto. Il trapano PSM-500 usa aria e acqua per tubi diritti fino a 25 mm di diametro interno. In entrambi i casi l’aria fa girare l’utensile che stacca il deposito.

Una precauzione: soffiare aria in un tubo sporco proietta acqua e detriti. Servono occhiali o visiera e un punto di raccolta dal lato opposto.

Come pulire uno scambiatore di calore a piastre senza danneggiarlo?

Uno scambiatore a piastre si pulisce senza danni con tre accorgimenti: prodotti compatibili con piastre e guarnizioni, controlavaggio a portata ridotta, risciacquo completo alla fine. Il riferimento resta il manuale del costruttore del modello installato.

Il manuale Alfa Laval dello scambiatore saldato Compabloc dà indicazioni utili come principio (Alfa Laval, IMCP0002):

  • Mai acido cloridrico o prodotti con cloruri: la loro presenza porta inevitabilmente alla corrosione dei componenti in acciaio inox.
  • Pulizia chimica in controlavaggio: per risultati ottimali la soluzione circola in senso opposto al flusso normale, se possibile con una portata pari al 50% di quella nominale.
  • Decidere in base alla perdita di carico: il costruttore raccomanda di monitorarla e di fare la pulizia chimica quando raggiunge un valore massimo stabilito.
  • Risciacquo con acqua calda e scarico completo dopo ogni pulizia chimica.
  • Getto d’acqua in movimento: per la pulizia meccanica del Compabloc, saldato, il manuale indica pressioni fino a 500 bar, getto sempre in movimento e mai a contatto con il pacco piastre. Il valore vale per quel modello e non si trasferisce agli scambiatori con guarnizioni.
  • Personale autorizzato e qualificato per la pulizia chimica, con raccolta della soluzione esausta.

Negli scambiatori a piastre con guarnizioni, le piastre si smontano solo se il manuale lo prevede. Per il Compabloc, al rimontaggio dei pannelli, Alfa Laval chiede di pulire la sede della guarnizione senza graffiarla e di sostituire le guarnizioni a ogni smontaggio. Spazzole metalliche e raschietti pensati per i tubi non vanno usati sulle piastre.

Quali prodotti sono sicuri per rimuovere sporco e calcare?

Un prodotto è sicuro quando è compatibile con i materiali dell’impianto, contiene inibitori di corrosione ed è usato secondo la sua scheda di sicurezza. Nessun disincrostante è sicuro in assoluto: va scelto per quel circuito, quel deposito e quei metalli.

Criteri pratici di scelta:

  • Compatibilità con i materiali. Rame, ghisa, acciaio e inox reagiscono in modo diverso. Per l’inox Alfa Laval esclude acido cloridrico e cloruri.
  • Inibitori di corrosione. La scheda IROM del disincrostante Goodway ScaleBreak indica, per esempio, una miscela con inibitori di corrosione, agenti bagnanti e penetranti, senza acido cloridrico e biodegradabile.
  • Indicazioni del fornitore. Concentrazione, temperatura, tempo di contatto e neutralizzazione vengono dalla scheda tecnica e dal fornitore.
  • Gestione dei reflui. La soluzione esausta va raccolta in contenitori adatti, come chiede Alfa Laval, e smaltita secondo le regole locali.

Per la sicurezza delle persone valgono le regole del D.Lgs. 81/2008, che al Titolo IX tratta la protezione dagli agenti chimici. In pratica: scheda di dati di sicurezza a portata di mano, dispositivi di protezione indicati nella scheda (guanti, occhiali o visiera, indumenti), ventilazione, acqua per il lavaggio d’emergenza e nessun lavoro in solitaria con prodotti corrosivi.

Anche la pulizia meccanica ha i suoi rischi: alberi flessibili in rotazione, acqua e parti elettriche vicine, casse d’acqua pesanti. Per questo macchine come la RAM-4 si azionano con un interruttore a pedale, che il catalogo Goodway presenta come soluzione per un funzionamento sicuro.

Quanto migliora l’efficienza del chiller dopo la pulizia?

Il guadagno dipende da quanto erano sporchi i tubi, e l’unico modo per saperlo è misurarlo. Si confrontano avvicinamento e consumo specifico (kW elettrici per kW frigoriferi) prima e dopo, a condizioni simili. Il meccanismo è noto: il DOE spiega che l’energia richiesta dal chiller cresce con il salto di temperatura fra evaporatore e condensatore. Il deposito sui tubi, sempre secondo il DOE, richiede una differenza di temperatura più grande fra acqua e refrigerante.

Un ordine di grandezza viene dal DOE, sulla temperatura dell’acqua di condensazione. In un chiller centrifugo, abbassarla di 2-3 °F (circa 1,1-1,7 °C) può aumentare l’efficienza del sistema fino al 2-3%. Il dato si riferisce all’acqua di condensazione. Le fonti consultate non traducono lo sporcamento in una percentuale di consumo valida per tutti: sul proprio impianto va misurata.

Oltre all’energia conta la vita dei tubi. Trane avverte che un’acqua non trattata o trattata male può portare a funzionamento inefficiente e a possibili danni ai tubi.

E nelle caldaie?

Per le caldaie il DOE dà numeri espliciti. Nel suo esempio, un’incrostazione normale di 3/64 di pollice (circa 1,2 mm) nei tubi di una caldaia a tubi d’acqua comporta una penalizzazione di efficienza stimata del 3%. Ogni riduzione di 40 °F (circa 22 °C) della temperatura netta dei fumi fa risparmiare, secondo la stessa guida, l’1-2% del combustibile della caldaia. Il DOE aggiunge che i depositi causano anche surriscaldamento e corrosione dei tubi. Un programma di manutenzione con regolazione del rapporto aria-combustibile, manutenzione del bruciatore e pulizia dei tubi può far risparmiare circa il 2% dell’energia totale di uno stabilimento. Il ritorno medio indicato è di cinque mesi (DOE O&M Guide 3.0, par. 9.2).

Il DOE distingue la fuliggine sul lato fumi dal calcare sul lato acqua. Cambiano gli utensili, la logica resta: misurare, pulire, misurare di nuovo.

Quando è meglio affidarsi a un tecnico specializzato?

Conviene affidarsi a un tecnico specializzato quando il lavoro esce dalla manutenzione ordinaria: pulizia chimica, tubi a rigatura interna, tubi danneggiati o che perdono, prove a correnti indotte, impianti in garanzia. La pulizia meccanica di routine su tubi lisci, con l’utensile giusto, resta alla portata di un manutentore formato.

I costruttori lo dicono esplicitamente. Trane rimanda a un’organizzazione qualificata per i tubi a rigatura interna, a una ditta specializzata per la pulizia chimica in caso di dubbio e a uno specialista per il trattamento dell’acqua. Alfa Laval chiede personale autorizzato e qualificato per la pulizia chimica.

Resta un criterio economico. Per una pulizia l’anno su un solo chiller può bastare un servizio esterno. Con molti scambiatori, o pulizie più frequenti, una macchina in casa e personale formato permettono di intervenire quando i numeri lo chiedono.

Cosa offre IROM per la pulizia dei tubi degli scambiatori

IROM Italia distribuisce le attrezzature Goodway per la pulizia dei tubi e fornisce assistenza tecnica. Per famiglia:

Macchine pulisci tubi rotanti (con acqua di lavaggio)

Macchine ad aria compressa

Pistole e proiettili

Pulizia chimica

Spazzole, fruste e accessori

Per scegliere macchina e utensili adatti ai vostri tubi, contatta IROM per un preventivo.

Domande frequenti

Come si pulisce il condensatore?

Nei chiller raffreddati ad acqua si aprono le casse d’acqua e si passa ogni tubo con una spazzola rotante e acqua di lavaggio. Il calcare duro si scioglie con un disincrostante in circolazione, seguito da un nuovo passaggio meccanico, risciacquo e ispezione. I condensatori raffreddati ad aria, invece, si puliscono all’esterno, fra le alette della batteria.

Con quale frequenza va eseguita la pulizia del condensatore?

La guida O&M del DOE indica di pulire i tubi del condensatore almeno una volta l’anno, durante la fermata. Trane chiede un’ispezione annuale e la pulizia se i tubi sono sporchi. Un aumento della temperatura di avvicinamento può anticipare l’intervento.

Ogni quanto va eseguita la pulizia dello scambiatore?

Dipende da acqua, temperature e ore di funzionamento. Per i chiller il DOE indica una pulizia almeno annuale di condensatore ed evaporatore, mentre Trane considera normalmente sufficiente ogni tre anni per l’evaporatore in circuito chiuso. Per lo scambiatore a piastre Compabloc, Alfa Laval raccomanda la pulizia chimica quando la perdita di carico raggiunge un valore massimo stabilito.

Quali prodotti sono sicuri per pulire i condotti dello scambiatore?

Quelli compatibili con i materiali dell’impianto, con inibitori di corrosione, usati secondo scheda tecnica e scheda di sicurezza. Sull’acciaio inox non vanno usati acido cloridrico né prodotti con cloruri, che secondo Alfa Laval causano corrosione.

Come capire se i tubi del chiller sono ostruiti o incrostati?

Il segnale principale è una temperatura di avvicinamento del condensatore più alta del previsto, cioè una differenza maggiore fra temperatura di condensazione e temperatura dell’acqua in uscita. Si confermano con perdita di carico lato acqua, pressione di condensazione e ispezione visiva delle piastre tubiere.

Quando è necessario chiamare un tecnico specializzato?

Per la pulizia chimica, per i tubi a rigatura interna, per le prove a correnti indotte, per tubi che perdono e per il trattamento dell’acqua. La pulizia meccanica di routine su tubi lisci è invece alla portata di un manutentore formato con l’attrezzatura giusta.

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