Pulizia torri evaporative e pacco di riempimento: frequenza, legionella, metodi e macchine

Indice

La pulizia delle torri evaporative comprende il lavaggio del pacco di riempimento, del bacino, dei separatori di gocce e del sistema di distribuzione dell’acqua, insieme alla disinfezione dell’impianto. In Italia le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi chiedono pulizia, drenaggio e disinfezione almeno due volte l’anno se l’impianto funziona tutto l’anno. Il calcare sul pacco si toglie con un disincrostante acido seguito da risciacquo; fanghi e sedimenti del bacino si aspirano.

Questa guida è per manutentori, responsabili di manutenzione e facility manager che gestiscono torri di raffreddamento a circuito aperto o condensatori evaporativi in stabilimenti, centri commerciali, ospedali e impianti di condizionamento.

In breve

  • Le Linee guida nazionali del 2015 prevedono pulizia, drenaggio e disinfezione prima del collaudo, a inizio e fine stagione o dopo lunghe fermate e almeno due volte l’anno con funzionamento continuo.
  • Sopra 10.000 UFC/L di Legionella nell’acqua della torre è prevista una disinfezione e la revisione della valutazione del rischio; sopra 100.000 UFC/L l’impianto va fermato.
  • I separatori di gocce devono contenere le perdite di aerosol sotto lo 0,05% della massa d’acqua circolante e vanno mantenuti sempre efficienti.
  • Per l’ente britannico HSE un deposito minerale più spesso di 1 mm su oltre il 25% della superficie del pacco è già un livello ad alto rischio, che chiede di intervenire.
  • La pulizia meccanica del pacco fa parte di un piano più ampio: trattamento dell’acqua, disinfezione, analisi e registro degli interventi, decisi dalla valutazione del rischio legionellosi.

Come si pulisce una torre evaporativa?

Una torre evaporativa si pulisce in quattro fasi: disinfezione preliminare se serve, pulizia fisica, eventuale pulizia chimica, disinfezione finale. Le disinfezioni si fanno con l’acqua in circolazione, la pulizia a impianto fermo e drenato. La procedura è descritta nella guida tecnica HSG274 Parte 1 dell’Health and Safety Executive britannico (seconda edizione 2024), il testo pubblico più dettagliato sul tema.

In pratica la sequenza è questa:

  1. Disinfezione preliminare. Se il controllo microbiologico non è certo, l’acqua si disinfetta prima di lavorare. HSE indica, per esempio, almeno 5 mg/l di cloro libero per 5 ore, oppure 25 mg/l per 2 ore o 50 mg/l per 1 ora. Lo scopo è proteggere chi pulisce dagli aerosol.
  2. Fermata e drenaggio. Si fermano pompe e ventilatori, si chiude il reintegro, si svuota il bacino.
  3. Pulizia fisica. Si lavano le superfici accessibili, si puliscono ugelli e canali di distribuzione, si tolgono sedimenti dal bacino e depositi dal pacco.
  4. Pulizia chimica, se serve. Il calcare richiede un disincrostante acido con inibitore; la corrosione un acido o un agente chelante; il biofilm un biocida ossidante con biodisperdente.
  5. Risciacquo. HSE chiede di sciacquare finché l’acqua che va allo scarico esce limpida.
  6. Disinfezione finale e registro. Si riempie, si disinfetta con gli stessi livelli della fase 1 e si annota il lavoro, con foto prima e dopo.

Prima dello scarico, se l’acqua contiene ancora molto cloro o bromo, HSE chiede di neutralizzare il disinfettante e ricorda che gli scarichi di disinfezione e lavaggio chimico possono richiedere un’autorizzazione di chi li riceve.

Torre a circuito aperto o condensatore evaporativo?

Nella torre a circuito aperto l’acqua da raffreddare scende sul pacco di riempimento e cede calore all’aria. Nel condensatore evaporativo e nella torre a circuito chiuso il fluido scorre dentro una batteria di tubi, bagnata dall’esterno da un circuito d’acqua secondario. La descrizione è nelle linee guida di ATS Brescia sulle torri di raffreddamento (2018). Nel secondo caso, oltre al bacino, si pulisce la superficie esterna della batteria.

Cos’è il pacco di riempimento di una torre di raffreddamento?

Il pacco di riempimento (fill, chiamato anche corpo di riempimento o pacco di scambio) è la parte interna della torre su cui l’acqua si distribuisce in film sottili. Aumenta la superficie di contatto fra acqua e aria e quindi lo scambio termico. Secondo HSE pacchi e separatori di gocce sono di solito in PVC o polipropilene.

Il pacco si sporca per tre ragioni:

  • Calcare. L’acqua evapora e i sali restano: le linee guida ATS spiegano che senza spurgo la concentrazione dei solidi disciolti sale fino a formare depositi.
  • Sedimenti e polveri. La torre “lava” l’aria che la attraversa e trattiene polveri, foglie, detriti e materiale organico.
  • Biofilm e alghe. Le superfici sempre bagnate ospitano colonie di microrganismi che si proteggono con una matrice adesiva.

I pacchi si dividono in due famiglie costruttive, che si puliscono in modo diverso. Il pacco a lamine (sheet pack) si può separare e lavare. Il pacco a blocchi (block pack), secondo HSE, si pulisce male con i getti d’acqua e può rispondere meglio al lavaggio con grandi volumi d’acqua o di soluzione detergente.

Un dettaglio sui nomi: in Italia “pacchi lamellari” indica spesso le batterie alettate degli scambiatori aria-acqua, che sono un’altra cosa rispetto al pacco di riempimento della torre.

Ogni quanto va pulita una torre evaporativa?

Le Linee guida nazionali del 2015 (paragrafo 5.7) chiedono interventi di pulizia e drenaggio, accompagnati da disinfezione, in quattro momenti. La frequenza minima con funzionamento continuo è di due volte l’anno; il resto lo fissa la valutazione del rischio.

MomentoCosa prevedono le Linee guida 2015
Prima del collaudoPulizia, drenaggio e disinfezione
Fine stagione o prima di una lunga inattivitàPulizia, drenaggio e disinfezione
Inizio stagione o dopo una lunga inattivitàPulizia, drenaggio e disinfezione
Funzionamento continuoAlmeno due volte l’anno
Disinfezioni di routineModalità e frequenza motivate dalla valutazione del rischio

La durata di “lunga inattività” non è fissata dal documento: la definisce la valutazione del rischio di ogni impianto. Anche la checklist allegata alle Linee guida chiede se si fa un intervento di pulizia, chimica o fisica, e una disinfezione shock “con frequenza media semestrale”.

E le ispezioni fra una pulizia e l’altra?

Per HSE si pulisce quando un’ispezione ne mostra il bisogno. Come tempi tipici, non vincolanti, per le ispezioni che decidono se pulire propone almeno ogni tre mesi per torri in ambienti sporchi, almeno due volte l’anno per il condizionamento e almeno ogni dodici mesi per applicazioni industriali pulite. Distribuzione dell’acqua, separatori di gocce, pacco, bacino e ventilatori, se accessibili, si guardano ogni 1-3 mesi secondo il rischio.

Il costruttore della torre dà indicazioni proprie. Il manuale di manutenzione Baltimore Aircoil della serie S1500E, per esempio, chiede di drenare, pulire e sciacquare il bacino ogni tre mesi o più spesso se serve.

Cosa prevedono le linee guida sulla legionella per le torri evaporative?

Le Linee guida del 2015, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, sono il riferimento nazionale. Per le torri chiedono analisi microbiologiche periodiche dell’acqua, trattamento chimico continuo, disinfezioni di routine, pulizie programmate e separatori di gocce efficienti. Tutto parte dalla valutazione del rischio legionellosi.

Il rischio, spiega il documento, nasce dalla presenza di Legionella nell’acqua e dalla dispersione nell’aria di un aerosol contaminato. Le condizioni che favoriscono il batterio sono note: fra i fattori di rischio le Linee guida citano l’acqua fra 20 e 50 °C; ATS Brescia aggiunge incrostazioni e sedimenti, che consumano il disinfettante e offrono un riparo ai microrganismi.

Quando l’analisi trova Legionella, la Tabella 7 delle Linee guida indica cosa fare:

Legionella nell’acqua della torre (UFC/L)Intervento richiesto
Fino a 1.000Verificare che le pratiche di controllo siano applicate correttamente
Da 1.001 a 10.000Ricampionare dopo aver verificato le pratiche e aumentato il biocida; se il dato si conferma, rivedere la valutazione del rischio
Da 10.000 a 100.000Disinfezione con un biocida appropriato e revisione della valutazione del rischio, con eventuale pulizia meccanica del bacino a supporto
Oltre 100.000Fermare l’impianto, disinfettare, rivedere la valutazione del rischio; riavviare quando i campioni tornano sotto 1.000 UFC/L

Dopo una disinfezione le analisi si ripetono dopo circa 48 ore, poi dopo un mese, dopo tre mesi e infine dopo sei mesi o secondo il piano di controllo, se i risultati restano negativi. Per i campioni basta di norma un prelievo per impianto, dal bacino lontano dal galleggiante o dal ritorno caldo.

Il documento fissa anche regole costruttive. Le bocche di scarico devono stare almeno 2 metri sopra finestre, prese d’aria e luoghi frequentati, oppure ad almeno 20 metri in orizzontale. Le amministrazioni locali devono tenere un catasto delle torri, alimentato dalle notifiche dei responsabili degli impianti. I gestori devono conservare la documentazione di manutenzioni, pulizie e disinfezioni e mostrarla agli organi di controllo.

Nel novembre 2025 Quotidiano Sanità riportava che Ministero della Salute e ISS stavano lavorando a una revisione delle Linee guida, da portare in Conferenza Stato-Regioni. Prima di aggiornare il piano di manutenzione conviene verificare se è stata pubblicata una versione nuova.

Come capire se il pacco di riempimento va pulito o sostituito?

Si capisce ispezionandolo: togliendo tutto il pacco o alcune sezioni rappresentative, oppure con un boroscopio, anche sul posto. HSE fornisce una tabella che incrocia superficie coperta e spessore del deposito; se il deposito è spesso e diffuso il rischio è alto, e se la pulizia non funziona si valuta la sostituzione.

Copertura della superficieVelo sottileFino a 1 mm1-3 mmOltre 3 mm
Oltre il 50%AccettabileAttenzioneAlto rischioAlto rischio
25-50%AccettabileAttenzioneAlto rischioAlto rischio
10-25%AccettabileAccettabileAttenzioneAlto rischio
Meno del 10%AccettabileAccettabileAttenzioneAttenzione

Livelli d’azione per depositi minerali, polveri e limo sul pacco, da HSE HSG274 Parte 1, Tabella 1.6.

HSE avverte che un pacco può sembrare pulito in superficie ed essere sporco all’interno. Per questo propone anche la pesata di una sezione bagnata confrontata con una nuova e l’apertura di un blocco per guardarlo dentro. Va controllato anche lo stato fisico: cedimenti, fragilità, orientamento sbagliato, segni di cattiva distribuzione dell’acqua sulla parte alta.

La sostituzione si considera quando il pacco è molto incrostato e la pulizia non è praticabile o non funziona. Il pacco nuovo deve avere dimensioni e prestazioni uguali all’originale, perché influisce anche sulla quantità di aerosol emessa.

Come si toglie il calcare dal pacco di riempimento?

Il calcare si toglie con un pulitore acido con inibitore di corrosione, lasciato agire sul deposito e poi rimosso con un risciacquo abbondante. Il metodo è indicato da HSE nella Tabella 1.8. Sul posto il disincrostante si può far circolare in soluzione concentrata, oppure applicare in schiuma o in gel che aderisce alle superfici verticali.

HSE descrive tre strade per il pacco:

  • Sul posto, in circolazione. Una soluzione detergente concentrata circola attraverso il pacco.
  • Sul posto, in schiuma. Una soluzione formulata come schiuma può togliere depositi leggeri senza smontare.
  • Fuori dalla torre. Le sezioni si smontano e si immergono in una vasca con la soluzione; in alcuni casi i depositi secchi si staccano lasciando asciugare il pacco e battendolo con cautela.

Goodway ha sviluppato per questo uso lo ScaleBreak-Gel. Il catalogo Goodway 2023 in italiano lo presenta come un prodotto acido ad alta viscosità, fatto per aderire alle superfici verticali e sciogliere i depositi minerali del pacco. È completamente solubile in acqua e si risciacqua.

Qualunque prodotto si usi, contano tre controlli. Va verificata la compatibilità con il materiale del pacco, di solito PVC o polipropilene, e con le parti metalliche. Va seguita la scheda di sicurezza. E dopo il lavaggio chimico serve la disinfezione, perché HSE la prevede comunque al termine della pulizia.

Le cause del calcare restano sull’acqua. Le Linee guida 2015 chiedono il ricambio periodico di parte dell’acqua circolante (spurgo) e, se necessario, l’addolcimento del reintegro. Se il pacco si incrosta presto, va rivisto il programma di trattamento.

Si può usare l’idropulitrice sul pacco di riempimento?

Con cautela e solo nei limiti indicati dal costruttore della torre. Alcuni lo escludono: il manuale Baltimore Aircoil della serie S1500E vieta vapore e acqua ad alta pressione sulla superficie di scambio. HSE chiede di evitare i getti ad alta pressione che creano molto spruzzo e, se servono, di adottare precauzioni contro gli aerosol.

I motivi sono due:

  • Il materiale del pacco. È di solito in PVC o polipropilene, e solo il costruttore della torre sa quale pressione sopporta.
  • Gli aerosol. Il getto nebulizza l’acqua e ciò che contiene. HSE chiede, se l’alta pressione è necessaria, di lavorare con edifici vicini non occupati o con finestre chiuse e prese d’aria tappate, di isolare l’area con un telo e di dotare gli operatori di protezioni respiratorie adatte.

Anche le macchine dedicate al pacco usano un getto in pressione: il TFC-200, per esempio, eroga acqua a 20,7 bar secondo la scheda Goodway. Prima di usarle si verifica nelle istruzioni del costruttore della torre quale pressione e quale ugello sono ammessi sul pacco installato. Le precauzioni contro gli aerosol sono quelle del piano di valutazione del rischio.

Cos’è un cooling tower fill cleaner e come funziona?

Un cooling tower fill cleaner è una macchina portatile che applica un disincrostante sul pacco di riempimento e poi lo risciacqua, con pompe, tubi e lance pensati per raggiungere il pacco dentro la torre. Il Goodway TFC-200 è un sistema di questo tipo: due pompe, una per l’acqua e una per il prodotto chimico, su un carrello unico.

La scheda tecnica Goodway del TFC-200 descrive tre passaggi: un primo risciacquo, l’applicazione di ScaleBreak-Gel, poi il risciacquo con l’ugello turbo in modalità ad alto volume. I dati del costruttore:

Dato (scheda Goodway TFC-200)Valore
Pressione acqua in uscita20,7 bar
Portata acqua in uscita11,4 l/min
Alimentazione idrica richiesta1,4 bar a 11,4 l/min
Pompa chimicaa membrana, volumetrica
Pressione e portata del prodotto chimico13,8 bar, 1,9 l/min
Alimentazione elettrica115 V standard, 230 V 50/60 Hz opzionale
Dimensioni1.143 x 686 x 686 mm
Peso a secco58,9 kg
Dotazionetubo da 7,6 m resistente ai prodotti chimici, pistola, due prolunghe inox da 914 mm, ugelli turbo, schiumogeno, 15° e chimico 40°, adattatore a 45°

Lo scomparto interno ospita una tanica standard da 18,9 litri. Per lo stesso sistema Goodway propone anche TowerShine, un detergente biodegradabile in schiuma formulato per il TFC-200.

Esiste anche una versione più piccola, il TFC-JR, portatile a mano. Secondo il catalogo Goodway si usa per applicare ScaleBreak-Gel; il risciacquo del pacco si fa poi con un’idropulitrice per batterie CC-400, che nel catalogo forma con il TFC-JR un sistema unico. Il catalogo indica per la versione a 50 Hz una pressione di 10 bar e un peso di 15,8 kg.

Il TFC-200 lavora sui depositi del pacco, nei limiti di pressione fissati dal costruttore della torre. Non sostituisce il trattamento dell’acqua né la disinfezione prevista dal piano: la decisione su cosa fare, e quando, resta alla valutazione del rischio.

Come si pulisce il bacino della torre senza svuotarla?

Fango, limo e sedimenti sul fondo del bacino si tolgono con un aspiratore per acqua, anche a torre piena. HSE indica proprio l’aspirazione a umido (wet vac) per sedimenti e polveri, seguita da una disinfezione. Nelle torri che si sporcano sempre allo stesso modo suggerisce di valutare una filtrazione in derivazione.

Il Goodway CTV-1501 TowerVac è un aspiratore pensato per questo lavoro. Secondo il catalogo Goodway rimuove melma, alghe e fango da pareti e fondo del bacino senza svuotare l’impianto, con recupero fino a 227 litri al minuto e filtro dei sedimenti da 5 mm. Abbinato al sistema di filtrazione CTV-F2 (due filtri riutilizzabili da 5 micron) restituisce acqua filtrata al bacino.

Il bacino ha anche requisiti costruttivi. Le Linee guida 2015 chiedono superfici interne lisce, angoli arrotondati e uno scarico nel punto più basso per evacuare il sedimento. Per le torri di raffreddamento in Italia, in Tabella 7, la pulizia meccanica del bacino compare come misura a supporto della disinfezione quando la Legionella supera 10.000 UFC/L.

Quali precauzioni servono per chi pulisce la torre?

Chi pulisce una torre evaporativa è un lavoratore potenzialmente esposto a un agente biologico. Le Linee guida 2015 citano il personale addetto alla manutenzione e pulizia delle torri fra le categorie in cui sono stati riportati casi di legionellosi. Il datore di lavoro deve valutare il rischio secondo il D.Lgs. 81/2008 e rivederlo almeno ogni tre anni.

Le linee guida di ATS Brescia ricordano che il D.Lgs. 81/2008, Allegato XLVI, classifica Legionella pneumophila nel gruppo 2 degli agenti biologici. La valutazione deve indicare le fasi a rischio, i lavoratori coinvolti, la formazione richiesta e le misure di protezione, collettive e individuali.

In pratica, prima di iniziare:

  • Disinfettare prima se il controllo non è certo, come indica HSE, per ridurre la carica nell’acqua che verrà spruzzata.
  • Usare protezioni respiratorie adatte in tutte le operazioni che producono aerosol, specificate nel piano di lavoro.
  • Isolare l’area e tenere conto di prese d’aria, finestre e persone vicine.
  • Mettere in sicurezza pompe e ventilatori prima di entrare o lavorare sul pacco.
  • Seguire le schede di sicurezza dei disincrostanti e dei biocidi.

Cosa offre IROM per la pulizia delle torri evaporative

IROM Italia distribuisce le attrezzature Goodway e fornisce assistenza tecnica. Per le torri evaporative, per famiglia:

Pacco di riempimento

  • Goodway TFC-200: sistema completo per applicare ScaleBreak-Gel e risciacquare il pacco, 20,7 bar e 11,4 l/min in uscita secondo la scheda Goodway.
  • Goodway TFC-JR: applicatore portatile per ScaleBreak-Gel, da abbinare a un’idropulitrice per il risciacquo.
  • Idropulitrice per batterie Goodway CC-400: fino a 27,6 bar e 11,4 l/min secondo la scheda IROM; nel catalogo Goodway completa il TFC-JR per il risciacquo.

Bacino

Prodotti chimici

Batterie alettate e serpentine

  • Goodway CC-100 e Goodway CC-140: idropulitrici portatili con batteria ricaricabile e iniezione di detergente in rapporto 6:1, per serpentine e batterie alettate degli impianti HVAC.

Tutta la gamma è nella pagina del produttore Goodway e nella categoria pulisci tubi. Per i tubi del condensatore del chiller collegato alla torre c’è la guida sulla pulizia dei tubi di chiller e scambiatori.

Per scegliere la macchina adatta alle vostre torri, contatta IROM.

Domande frequenti

La pulizia meccanica elimina la legionella dalla torre evaporativa?

Da sola no. Le Linee guida 2015 inseriscono la pulizia in un piano che comprende trattamento continuo dell’acqua, disinfezioni, analisi periodiche e registro degli interventi. La pulizia toglie calcare, fanghi e biofilm, che proteggono i batteri dal disinfettante, e rende più efficace la disinfezione che la segue.

Chi è responsabile della manutenzione della torre evaporativa?

Il gestore dell’impianto, che come datore di lavoro deve fare la valutazione del rischio legionellosi e rivederla almeno ogni tre anni. Deve anche conservare la documentazione di manutenzioni, pulizie e disinfezioni e metterla a disposizione degli organi di controllo.

Bisogna registrare la torre evaporativa al Comune?

Le Linee guida 2015 chiedono alle amministrazioni locali di tenere un catasto delle torri di raffreddamento ad umido e dei condensatori evaporativi, alimentato dalle notifiche dei responsabili. Modalità e scadenze cambiano da territorio a territorio: vanno chieste al Comune o all’azienda sanitaria locale.

Quanto deve trattenere il separatore di gocce?

Le Linee guida 2015 chiedono separatori ad alta efficienza su tutta la superficie di scarico, con perdite di aerosol sotto lo 0,05% della massa d’acqua circolante. HSE indica che i separatori moderni dovrebbero scendere sotto lo 0,01% della portata. Vanno tenuti puliti e integri.

Ogni quanto si analizza l’acqua della torre per la legionella?

Le Linee guida 2015 chiedono analisi periodiche, con frequenza fissata dalla valutazione del rischio. Dopo una disinfezione i controlli si ripetono a circa 48 ore, a un mese, a tre mesi e poi a sei mesi se restano negativi. Le linee guida tecniche europee ESGLI del 2017 indicano la ricerca della Legionella almeno ogni tre mesi e un controllo settimanale dei batteri aerobi con le dip slide.

Che differenza c’è fra torre evaporativa e torre di raffreddamento?

Nell’uso comune sono la stessa cosa: le Linee guida 2015 definiscono “torre evaporativa o torre di raffreddamento” un dispositivo che dissipa calore facendo evaporare una parte dell’acqua in una corrente d’aria. Il condensatore evaporativo è una variante in cui il fluido da raffreddare resta chiuso in una batteria di tubi.

In sintesi

Una torre evaporativa si pulisce in sequenza: disinfezione se serve, pulizia fisica a impianto fermo di pacco, bacino, ugelli e separatori, eventuale disincrostazione, risciacquo e disinfezione finale. Le Linee guida 2015 chiedono questi interventi almeno due volte l’anno con funzionamento continuo e a ogni avvio o fermata stagionale.

Il calcare del pacco si toglie con un disincrostante adatto al materiale e un risciacquo ad alto volume, limitando l’alta pressione e gli aerosol. Macchine come il Goodway TFC-200 e il TowerVac si usano nei limiti del costruttore della torre, dentro un piano di controllo deciso dalla valutazione del rischio.

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