Selezionatrice ottica per legumi e frutta secca: come funziona, cosa scarta, nastro o scivolo

Indice

Una selezionatrice ottica per legumi e frutta secca fa scorrere il prodotto su un nastro o uno scivolo e lo guarda con telecamere a colori, spesso anche nel vicino infrarosso. Ogni pezzo difettoso o estraneo viene scartato con un getto d’aria. Toglie frutti macchiati, scuri, ammuffiti, gusci, sassi, vetro e plastica. Rispetto ai cereali cambia soprattutto il trasporto: il prodotto è più grande, irregolare e rotola, per cui si usa spesso il nastro.

Questa guida è per chi sguscia, pela, confeziona o commercia frutta secca, legumi e semi: aziende agricole, cooperative, sgusciatori, torrefattori, industrie alimentari.

In breve

  • La selezionatrice ottica scarta per colore, forma e materiale. Lavora dopo la pulitura, che separa per peso e dimensione.
  • Per frutta secca e legumi, grandi e irregolari, si usa spesso il nastro: il prodotto viaggia fermo e viene letto meglio. Lo scivolo va bene per prodotti che scorrono in modo regolare.
  • Vetro, plastica e sassi dello stesso colore del prodotto si vedono solo con sensori nel vicino infrarosso (NIR). La muffa interna delle arachidi richiede una macchina dedicata.
  • Le aflatossine si concentrano in pochi frutti difettosi. La selezione le riduce, ma il risultato va sempre verificato con le analisi: il Regolamento (UE) 2023/915 fissa limiti diversi per il prodotto da sottoporre a cernita e per quello destinato al consumatore.
  • La portata dichiarata vale per il prodotto di riferimento del costruttore (riso, soia, fagioli). Su mandorle o nocciole va misurata con una prova sul proprio prodotto.

Cos’è una selezionatrice ottica?

Una selezionatrice ottica (in inglese color sorter, in italiano anche cernitrice ottica) è una macchina che ispeziona un prodotto sfuso pezzo per pezzo e separa quelli da scartare con un soffio di aria compressa. Decide in base a ciò che vede: colore, luminosità, forma e, con i sensori nel vicino infrarosso, il materiale.

Nasce per il riso e i cereali, ma oggi lavora molti altri prodotti secchi e granulari. ANZAI, il costruttore giapponese che IROM distribuisce in Italia, elenca fra le sue applicazioni soia, fagioli azuki, arachidi, mandorle, sesamo, grano saraceno, semi, frutta essiccata e caffè, oltre a prodotti alimentari trasformati e materiali industriali.

Per il funzionamento sui cereali e sul riso, con i dettagli su sensori e canali, c’è la guida sorella Selezionatrice ottica per cereali. Qui ci si concentra su ciò che cambia quando il prodotto è frutta secca o legumi.

Come funziona la selezione ottica di legumi e frutta secca?

La selezione ottica di legumi e frutta secca segue quattro passaggi. Il prodotto viene steso in uno strato sottile e passa davanti alle telecamere. Un computer lo confronta con i criteri impostati e gli eiettori ad aria soffiano via i pezzi da scartare. Le uscite sono due, buono e scarto, a volte tre con un ripasso dello scarto.

Nel dettaglio:

  1. Alimentazione. Una tramoggia e un vibratore distribuiscono il prodotto in modo uniforme. Se i pezzi si sovrappongono, la telecamera non li vede bene.
  2. Trasporto. Il prodotto scende lungo uno scivolo per gravità oppure viaggia su un nastro. È la scelta che più distingue la frutta secca dai cereali (vedi sotto).
  3. Lettura. Telecamere a colori, spesso davanti e dietro, riprendono ogni pezzo. Le selezionatrici ANZAI della serie LEO distinguono, secondo la scheda IROM, oltre 16,7 milioni di colori e tre attributi del colore: tinta, saturazione e luminosità. Nelle versioni con sensore NIR si aggiunge una lettura nel vicino infrarosso.
  4. Espulsione. Quando un pezzo non rientra nei criteri, l’eiettore davanti a lui apre un getto d’aria e lo devia nell’uscita dello scarto. Sulle LEO a nastro gli eiettori lavorano a 0,2-0,4 MPa (scheda IROM).

La macchina va “istruita” sul prodotto. Sulle LEO, riporta la scheda IROM della LEO a scivoli, si salvano fino a 100 programmi, uno per prodotto o per qualità.

Frutta secca e legumi o ortaggi freschi: due macchine diverse

Le selezionatrici ottiche descritte qui lavorano prodotti secchi e sfusi: frutta a guscio sgusciata, legumi, semi, frutta essiccata. Patate, cipolle, carote o arance intere e fresche si lavorano su linee diverse, progettate per pezzi grandi, pesanti e spesso bagnati, e non rientrano nel catalogo IROM.

ANZAI indica fra le applicazioni delle sue macchine a nastro anche prodotti vegetali già trasformati, come verdure tagliate e patate a cubetti. Chi lavora ortaggi trasformati può chiedere una prova; chi deve selezionare ortaggi interi ha bisogno di un altro tipo di impianto.

Cosa cambia rispetto ai cereali

Rispetto a un chicco di riso o di grano, una mandorla, una nocciola o un fagiolo pongono tre problemi diversi:

  • Dimensione e forma. I pezzi sono più grandi e irregolari. Sugli scivoli rotolano e rimbalzano, e la telecamera li legge in posizioni diverse. Sulla LEO a scivoli ogni scivolo è largo 300 mm (scheda IROM).
  • Fragilità. Una nocciola pelata o una mandorla spellata si scheggia negli urti. Il trasporto deve essere delicato.
  • Difetti diversi. Oltre a colore e corpi estranei contano gusci e pellicole rimasti, frutti rotti, rancidi o ammuffiti. Alcuni difetti sono interni e non si vedono in superficie.

Per questo le macchine per frutta secca e legumi hanno spesso il nastro, più camere e sensori NIR.

A nastro o a scivolo

Con lo scivolo il prodotto cade per gravità e viene letto mentre scorre: la macchina è compatta e ha portate alte con prodotti regolari. Con il nastro il prodotto viaggia fermo e viene letto quando lo lascia: il trasporto è più stabile e si adatta a pezzi grandi, irregolari o fragili. Secondo la scheda IROM della BM-100D, il nastro permette un trasporto molto più stabile del prodotto rispetto agli scivoli.

A scivolo (chute)A nastro (belt)
Come si muove il prodottoScivola per gravità lungo canali o scivoli pianiViaggia fermo su un nastro, 90-100 m/min sui modelli ANZAI (schede IROM LEO e BM-100D)
Prodotti adattiPezzi che scorrono in modo regolare: arachidi, fagioli, caffè, nocciole (video della LEO a scivoli, scheda IROM)Pezzi grandi, irregolari o fragili: soia, fagioli, mandorle, arachidi, frutta essiccata (schede IROM e applicazioni ANZAI)
IngombroContenuto: la LEO 405DC misura 1.175 × 792 mm in pianta (scheda IROM)Maggiore: la LEO 300S è lunga 2.438 mm (scheda IROM)
PuliziaCanale di uscita del buono smontabile sulle LEO a scivoli (scheda IROM)Blocco nastro a tenuta stagna lavabile con getto d’acqua sulle LEO a nastro (scheda IROM)
Esempi ANZAILEO 405DC e 805DC, con o senza NIRLEO a nastro da 300, 600 e 1.200 mm, BLC, BM-100D

La regola pratica: se il prodotto rotola o si rompe, si parte dal nastro; se scorre regolare e serve compattezza, si valuta lo scivolo. La prova sul proprio prodotto decide.

Quali difetti riconoscono le selezionatrici ottiche?

Le selezionatrici ottiche per frutta secca e legumi riconoscono i difetti di colore (frutti scuri, macchiati, ammuffiti in superficie, immaturi), i corpi estranei (sassi, gusci, vetro, plastica, semi infestanti) e, sui modelli più recenti, i difetti di forma e lunghezza. I difetti interni richiedono macchine dedicate.

Difetti di colore. È il lavoro di base. Le schede IROM della BLC mostrano esempi di selezione su fagioli rossi piccoli, fagioli maculati, soia nera, fagioli bianchi e soia. La BLC usa una camera 3CCD con tre sensori rosso, verde e blu da 2.048 pixel ciascuno, pensata per rilevare difetti cromatici molto piccoli (scheda IROM).

Corpi estranei traslucidi o dello stesso colore. Vetro, plastica e alcune pietre si confondono col prodotto alla luce visibile. Qui serve il vicino infrarosso. Le LEO 405DC+ e 805DC+ montano un sensore NIR per rimuovere plastica, pietre e semi infestanti (scheda IROM della LEO a scivoli). Sulla BLC, riporta la scheda IROM, le ottiche CCD vedono nel vicino infrarosso e rimuovono pietre, vetro e plastica.

Forma e lunghezza. Secondo la scheda IROM della serie LEO, queste macchine hanno un programma di riconoscimento della forma e della geometria. Possono selezionare anche in base alla lunghezza. Serve per separare frutti interi da rotti o spezzati.

Muffa interna. È il difetto più insidioso, perché dall’esterno il frutto sembra sano. Per le arachidi ANZAI ha sviluppato la Q-Sorter. Con sensori all’infrarosso rileva la muffa dentro le arachidi senza romperle né aprirle, e le scarta in automatico. Secondo la scheda IROM la macchina “guarda” anche dentro il guscio. Il pannello mostra il numero di pezzi accettati e scartati e la percentuale di scarto (scheda IROM della Q-Sorter MK). La stessa scheda presenta video su arachidi con guscio, arachidi sgusciate e mandorle.

Pietre e terra ferrose. Per le piccole pietre e la terra che contengono ferro ANZAI propone una macchina diversa, lo spietratore magnetico BMR, con magneti permanenti da 12.000 gauss e applicazioni su soia e fagioli (scheda IROM). Come funzionano i separatori magnetici e come si sceglie l’intensità è spiegato nella guida al separatore magnetico per cereali.

Quali difetti riesce a rilevare una selezionatrice basata sull’intelligenza artificiale?

Una selezionatrice che impara dagli esempi rileva gli stessi difetti visibili di una tradizionale, ma si imposta più in fretta e gestisce meglio i difetti difficili da descrivere con una soglia di colore. Il limite resta il sensore: ciò che la telecamera non vede, nessun software lo riconosce.

Sulle LEO, per esempio, la macchina fotografa gli elementi da scartare e li mostra sul pannello; l’operatore insegna cosa scartare toccando la foto del difetto (scheda IROM della serie LEO). Si aggiungono il riconoscimento di forma e geometria e una sensibilità automatica per la rimozione dei difetti. Davanti a una macchina presentata come “AI”, la domanda utile è pratica: quali difetti toglie sul mio prodotto, con quanto buono nello scarto, in una prova documentata.

Aflatossine: cosa può fare la selezione e cosa no

Le aflatossine sono micotossine prodotte da muffe del genere Aspergillus. Nella frutta secca si concentrano in una piccola parte dei frutti, spesso quelli scoloriti. Per questo la selezione è una delle leve per ridurle.

Il Regolamento (UE) 2023/915 fissa tenori massimi diversi per il prodotto “da sottoporre a cernita o ad altro trattamento fisico” e per quello destinato al consumatore finale o all’uso come ingrediente. I valori in µg/kg, uguali nel testo pubblicato il 5 maggio 2023 e nella versione consolidata del 1° luglio 2025:

ProdottoDa sottoporre a cernita: B1 / somma B1, B2, G1, G2Per il consumatore finale: B1 / somma
Mandorle, pistacchi, semi di albicocca12,0 / 15,08,0 / 10,0
Nocciole e noci del Brasile8,0 / 15,05,0 / 10,0
Arachidi e altri semi oleosi8,0 / 15,02,0 / 4,0
Altra frutta a guscio5,0 / 10,02,0 / 4,0

Il regolamento vieta di detossificare questi alimenti con trattamenti chimici (articolo 4). Il prodotto da sottoporre a cernita deve viaggiare con un’etichetta che lo dichiara e non può essere miscelato con prodotto già pronto per il consumo (articolo 5). La cernita è quindi il passaggio che separa le due colonne della tabella.

Quanto funziona davvero? Uno studio italiano dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR su semi di albicocca contaminati mostra entrambe le facce (Zivoli e altri, Toxins, 2016). Dopo la pelatura, gli autori hanno scartato a mano i semi scoloriti, fra il 2,6% e il 19,9% del totale. Così si è tolto fra il 97,3% e il 99,5% delle aflatossine. Con il selezionatore ottico elettronico testato, lo scarto era il 15-18% dei semi. Conteneva però solo fra il 13% e il 59% delle aflatossine: risultati molto variabili.

Su arachidi crude, uno studio in stabilimento ha provato una tecnologia di selezione laser dedicata alle aflatossine (Liu e altri, Journal of Food Safety, 2019). Su 80 prove, a 2,4-4,0 t/h, lo scarto andava dallo 0,7% al 4,7%. Nel 99% delle prove il prodotto accettato restava sotto i 10 µg/kg di aflatossina B1.

La conclusione pratica: la selezione ottica abbassa il rischio togliendo i frutti visibilmente difettosi, ma non sostituisce il campionamento e l’analisi del lotto. L’efficacia va misurata sul proprio prodotto, con analisi sul buono e sullo scarto.

Quali sono le migliori selezionatrici ottiche per mandorle, nocciole e pistacchi?

La selezionatrice migliore per mandorle, nocciole e pistacchi è quella che, in prova sul vostro prodotto, toglie i difetti giusti alla portata che serve, con poco buono nello scarto. In genere significa nastro o scivolo largo, camere su due lati e sensore NIR se c’è rischio di gusci, vetro e plastica.

I criteri, in ordine:

  1. I difetti da togliere. Solo colore (frutti scuri, macchiati), corpi estranei traslucidi (serve il NIR), muffa interna (serve una macchina dedicata), rotture (serve il riconoscimento di forma).
  2. Il trasporto. Frutti fragili o che rotolano vanno meglio su nastro. ANZAI indica per le mandorle le sue selezionatrici a nastro della famiglia LEO.
  3. Le camere. Una camera per lato vede i difetti sulle due facce del frutto. La LEO a scivoli ha 2 camere a colori nella 405DC e 4 nella 805DC (scheda IROM).
  4. Il ripasso. Lo scarto passa una seconda volta per recuperare il buono. La LEO 805DC ha due scivoli per il primo passaggio e uno per il ripasso (scheda IROM).
  5. La pulizia. Frutta secca e semi oleosi sporcano vetri e canali. Contano le parti smontabili e il nastro lavabile.

Cosa dicono le fonti sui singoli prodotti:

  • Nocciole. La scheda IROM della LEO a scivoli presenta un video della macchina su nocciole.
  • Mandorle. ANZAI le elenca fra le applicazioni delle LEO a nastro; la scheda IROM della Q-Sorter mostra un video su mandorle.
  • Arachidi. Video della LEO 405DC su arachidi (scheda IROM); ANZAI indica per le arachidi anche le LEO a nastro; Q-Sorter per la muffa interna.
  • Pistacchi. Nessuna delle fonti consultate, IROM o ANZAI, cita i pistacchi.

Per la frutta essiccata (uvetta, albicocche, fichi) ANZAI indica fra le applicazioni le macchine a nastro LEO.

Quali sono i migliori modelli per selezionare fagioli, lenticchie e ceci?

Per fagioli e soia le schede IROM propongono soprattutto selezionatrici ANZAI a nastro: la BM-100D per piccole produzioni, la BLC e le LEO a nastro per portate maggiori. Una LEO a scivoli con NIR lavora comunque anche fagioli rossi, come mostra il video sulla scheda IROM.

  • BM-100D. Nastro largo 100 mm, 10 eiettori, 110 kg, portata 200-600 kg/h su soia. La scheda IROM mostra esempi su soia, fagioli bianchi e fagioli neri.
  • BLC. Nastro, due ottiche frontale e posteriore, 60 eiettori, 1-2 t/h su fagioli. La BLC-600D5, con nastro da 600 mm e 120 eiettori, dichiara 2-3 t/h su fagioli nelle specifiche. Nel testo della scheda arriva fino a 3 t/h di fagioli rossi piccoli o soia e 4 t/h di fagioli rossi tradizionali.
  • LEO a nastro. Nastri da 300, 600 e 1.200 mm con 40, 80 e 160 eiettori (scheda IROM).

Lenticchie. ANZAI mostra le lenticchie fra i suoi esempi di selezione nel gruppo legumi e cereali minori. Ceci. Nessuna fonte consultata li cita esplicitamente.

Nei legumi arrivano spesso sassi e zolle di terra dello stesso colore del prodotto. Una linea completa affianca alla selezionatrice ottica un separatore pneumatico come l’ANZAI 3300, che divide per peso e dimensione (600-1.000 kg/h su fagioli, scheda IROM), e uno spietratore magnetico per le pietre ferrose. Come si imposta la pulitura prima della selezione è spiegato nella guida alla pulitura e spietratura.

Qual è la capacità oraria delle selezionatrici ottiche per frutta secca?

La capacità oraria di una selezionatrice per frutta secca e legumi va da qualche centinaio di chili a qualche tonnellata l’ora. Dipende da larghezza del nastro o degli scivoli, prodotto e contaminazione. I dati di catalogo sono riferiti a un prodotto di riferimento: sulla frutta secca la portata reale va misurata in prova.

Macchina (ANZAI)TipoPortata dichiarataProdotto di riferimentoFonte
BM-100Dnastro 100 mm200-600 kg/hsoiascheda IROM
BLCnastro1,0-2,0 t/hfagiolischeda IROM
BLC-600D5nastro 600 mm2,0-3,0 t/hfagiolischeda IROM
LEO 405DC / 805DC (anche +)scivolo 300 mm2,8 t/hrisoscheda IROM
LEO a nastro 300 / 600 / 1.200nastronon indicatascheda IROM
Separatore pneumatico 3300 (pulitura, non ottico)a vento600-1.000 kg/hfagiolischeda IROM

Tre cose spostano la portata reale rispetto al catalogo:

  • Il prodotto. Una mandorla pesa e ingombra più di un chicco di riso: la stessa macchina ne passa un tonnellaggio diverso. Il 2,8 t/h della LEO a scivoli è dichiarato su riso.
  • La contaminazione in entrata. Più difetti ci sono, più gli eiettori sparano e più buono finisce nello scarto. Per tenere la qualità si rallenta.
  • Il risultato richiesto. Un prodotto per il consumatore finale richiede più pulizia di uno destinato alla trasformazione.

La regola: stimare le tonnellate da lavorare nella stagione e le ore disponibili, poi scegliere una macchina che le smaltisca restando al centro della sua forchetta di portata, con margine per i picchi.

Quanto costa una selezionatrice ottica per frutta secca?

Il prezzo di una selezionatrice ottica per frutta secca dipende da cinque fattori: scivolo o nastro, larghezza, numero di camere, sensore NIR e accessori di linea. Non esiste una fonte pubblica affidabile con fasce di prezzo generali. Si può dire con certezza cosa fa salire o scendere il conto:

  • Nastro o scivolo. A parità di famiglia il nastro richiede una macchina più grande: la LEO a nastro 300S pesa 320 kg, le 1.200 fra 1.025 e 1.225 kg (scheda IROM).
  • Camere e NIR. Le versioni “+” delle LEO a scivoli aggiungono camere NIR alle camere a colori.
  • Ripasso. Un secondo passaggio sullo scarto riduce le perdite di buono, e aggiunge scivoli ed eiettori.
  • Il contorno. Compressore, elevatore, tramoggia, aspirazione della polvere, pulitura a monte. Per l’aria compressa la scheda della BLC indica 5,5 kW, quella della BLC-600D5 11 kW.
  • Assistenza. Taratura sul prodotto, programmi, ricambi e tecnico in Italia.

Il conto giusto si fa sul valore del prodotto recuperato: quanto vale un lotto declassato o contestato, e quanto buono si perde oggi con la cernita a mano. Per un preventivo servono quattro dati: prodotto, tonnellate l’ora, difetti e corpi estranei da togliere, aria compressa e alimentazione disponibili.

Cosa offre IROM

IROM Italia è distributore ufficiale ANZAI in Italia per selezionatrici ottiche e macchine di pulitura, con servizio di assistenza tecnica. Per frutta secca, legumi e semi:

Selezionatrici ottiche

  • LEO a scivoli (405DC, 805DC, versioni + con NIR): scivolo da 300 mm, 100 programmi, video su arachidi, fagioli rossi, caffè e nocciole.
  • LEO a nastro: nastro da 300 a 1.200 mm, lavabile con getto d’acqua.
  • BLC: a nastro, camera 3CCD, per fagioli e soia.
  • BM-100D: a nastro, compatta, per soia, fagioli e piccole produzioni.
  • Q-Sorter MK: rileva la muffa interna delle arachidi.
  • BS-01 da laboratorio: compatta e trasportabile, con compressore a bordo.

Pulitura a monte

Servizi

Tutte le selezionatrici sono nella categoria selezionatrici ottiche. Per scegliere su dati veri, contatta IROM per un preventivo per una prova sul tuo prodotto.

Domande frequenti

Quali difetti e impurità riescono a riconoscere?

Frutti e semi scuri, macchiati, immaturi o ammuffiti in superficie; gusci, sassi, semi infestanti; vetro e plastica con il sensore NIR; frutti rotti con il riconoscimento di forma. La muffa interna delle arachidi richiede una macchina dedicata come la Q-Sorter ANZAI.

Qual è la capacità oraria delle selezionatrici ottiche per legumi?

Secondo le schede IROM delle macchine ANZAI a nastro: 200-600 kg/h su soia per la BM-100D, 1-2 t/h su fagioli per la BLC e 2-3 t/h per la BLC-600D5. La portata reale dipende da prodotto e contaminazione e va verificata in prova.

Quanto costa una selezionatrice ottica per legumi?

Dipende da nastro o scivolo, larghezza, camere, sensore NIR e accessori come compressore e pulitura a monte. Per un prezzo servono prodotto, tonnellate l’ora e difetti da togliere.

Qual è la differenza tra selezionatrice ottica e tavola densimetrica?

La tavola densimetrica separa il prodotto per peso specifico, la selezionatrice ottica per ciò che vede: colore, forma e materiale. Sono complementari: di solito la separazione per peso e dimensione viene prima e la selezione ottica dopo.

Come si effettua la manutenzione di una selezionatrice ottica?

Si tengono puliti vetri e zona di lettura, si puliscono scivoli e nastro a ogni cambio prodotto e si controlla che l’aria compressa sia pulita, asciutta e alla pressione giusta (0,2-0,4 MPa sulle LEO a nastro e sulle BLC). Sulla BLC il vetro di selezione è autopulente con spazzola automatica; le LEO a nastro si lavano con getto d’acqua.

Quali aziende offrono assistenza e installazione in Italia?

Per le selezionatrici ANZAI il distributore ufficiale in Italia è IROM, che ne cura vendita e assistenza tecnica. Prima dell’acquisto conviene chiedere chi tara la macchina sul proprio prodotto, con che tempi interviene e dove sono i ricambi.

Esistono macchine usate o finanziamenti in Italia?

Sì, esistono selezionatrici ottiche usate, e IROM ha una pagina dedicata alle macchine usate. Su un usato vanno controllati tipo di lampade (LED o fluorescenti), presenza del NIR, stato degli eiettori e chi rimette in funzione la macchina. Per i finanziamenti conviene chiedere al fornitore quali strumenti sono attivi al momento dell’acquisto.

In sintesi

Frutta secca e legumi si selezionano con le stesse basi dei cereali (telecamere, NIR, eiettori ad aria), ma con un trasporto diverso: prodotto grande, irregolare e fragile significa spesso nastro. Il sensore NIR serve per vetro, plastica e sassi; la muffa interna chiede macchine dedicate. Sulle aflatossine la selezione aiuta, ma il lotto va sempre analizzato. La portata di catalogo è un punto di partenza: il numero vero lo dà una prova sul proprio prodotto.

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