Bilance da laboratorio: analitica o di precisione, come sceglierla, come tararla

Indice

Le bilance da laboratorio si dividono in due famiglie principali. La bilancia analitica legge fino al decimo o al centesimo di milligrammo e pesa campioni piccoli dentro una camera chiusa. La bilancia di precisione legge da 1 mg a 0,1 g e arriva a portate di diversi chilogrammi. Si sceglie partendo dal campione più leggero da pesare e dalla tolleranza ammessa, poi si verifica con una taratura che la bilancia la rispetti nel punto in cui è installata.

Questa guida è per chi deve comprare, installare o mettere sotto controllo una bilancia da laboratorio: laboratori di analisi, molini, pastifici, riserie, centri di stoccaggio e laboratori qualità.

In breve

  • Secondo KERN le bilance analitiche arrivano a una leggibilità di 0,01 mg (0,00001 g), le bilance di precisione vanno da 0,001 g a 0,1 g con portate fino a 12 kg.
  • La leggibilità sul display non coincide con l’accuratezza: in un esempio della guida EURAMET cg-18 una bilancia da 220 g con divisione 0,1 mg ha un peso minimo di circa 73 mg per una tolleranza dell’1% con fattore di sicurezza 3.
  • Taratura e regolazione sono operazioni diverse: la taratura misura l’errore e la sua incertezza, la regolazione (il tasto CAL o l’aggiustamento interno) corregge la bilancia (VIM, JCGM 200).
  • Le bilance usate per funzioni di misura legali (vendita a peso, farmacie, analisi in laboratori medici e farmaceutici) devono avere la marcatura metrologica «M» e in Italia vanno verificate ogni 3 anni (D.M. 93/2017).
  • Per gli usi interni nessuna norma fissa un intervallo di taratura unico: lo decide il laboratorio in base al rischio, considerando fattori come incertezza richiesta, intensità d’uso e ambiente (ILAC-G24/OIML D 10).

Che cos’è una bilancia analitica?

Una bilancia analitica è una bilancia da laboratorio progettata per pesare campioni nell’ordine dei milligrammi e sotto. Secondo il sito del costruttore KERN le sue bilance analitiche servono a pesare i campioni più piccoli, sotto il milligrammo, con leggibilità fino a 0,01 mg secondo il modello e portate da 82 a 510 g.

Per arrivare a quella risoluzione la bilancia ha una camera di pesata chiusa da porte scorrevoli in vetro. Nella bilancia analitica KERN ABS-N · ABJ-NM · ACS · ACJ, per esempio, la scheda KERN indica una camera di pesata di 174 × 162 × 227 mm, un piatto da 91 mm e una temperatura ambiente ammessa fra 10 e 30 °C. Nella stessa serie la versione ABJ-NM si regola da sola con un peso interno quando la temperatura cambia di almeno 2 °C oppure ogni 4 ore.

A cosa serve in un laboratorio agroalimentare

Il caso più comune è la determinazione dell’umidità con il metodo della stufa, che si basa su due pesate prima e dopo l’essiccazione. Il metodo ufficiale dell’Unione europea per l’umidità degli alimenti per animali, nell’allegato III del regolamento (CE) n. 152/2009, chiede una “bilancia analitica (precisione 1 mg)”. Il testo normativo chiama analitica una bilancia da 1 mg, che nel catalogo KERN rientra fra le bilance di precisione. Per scegliere conta la risoluzione richiesta dal metodo, scritta in cifre. Per i metodi di misura dell’umidità dei cereali c’è la guida Come misurare umidità e proteine dei cereali.

Che differenza c’è tra bilancia tecnica e analitica?

“Bilancia tecnica”, “di precisione” e “analitica” sono nomi commerciali. La direttiva 2014/31/UE sugli strumenti per pesare a funzionamento non automatico non li usa: distingue quattro classi di precisione, I speciale, II fine, III media e IIII ordinaria.

Ogni catalogo usa questi nomi a modo suo; nel catalogo KERN, per esempio, l’analitica legge 0,1 mg o meno e la bilancia di precisione da 1 mg a 0,1 g. Per confrontare due bilance servono tre dati della scheda tecnica: portata massima (Max), divisione (d) e, se serve l’uso legale, classe di precisione e divisione di verifica (e).

Qual è la differenza tra una bilancia analitica e una bilancia di precisione?

La differenza principale è la risoluzione: secondo KERN le analitiche arrivano a 0,0001 g e oltre, le bilance di precisione leggono da 0,001 g a 0,1 g. Le bilance di precisione hanno portate più alte e sono più robuste, le analitiche sono più sensibili a correnti d’aria e vibrazioni.

CaratteristicaBilancia analiticaBilancia di precisione
Leggibilità (d)0,1 mg, fino a 0,01 mgda 1 mg a 0,1 g
Portata massima, gamma KERNda 82 a 510 gfino a 12 kg
Camera di pesatachiusa, con porte scorrevolianello antivento o gabbia solo su alcuni modelli, soprattutto quelli da 1 mg
Sensibilità all’ambientealta: correnti d’aria, vibrazioni, cariche elettrostaticheminore, adatta anche a produzione e controllo qualità
Usi tipicianalisi chimiche, formulazioni, campioni sotto il grammopreparazione campioni, umidità in stufa a 1 mg, ricette, controllo di riempimento

Fonte: pagine di categoria delle bilance analitiche e di precisione sul sito KERN, consultate il 5 ottobre 2026, e schede tecniche KERN delle serie citate.

Esiste anche una via di mezzo: le bilance di precisione da 1 mg con gabbia antivento. La KERN PNS · PNJ nella versione da 620 g legge 0,001 g e ha una gabbia in vetro a tre porte scorrevoli, con camera di 172 × 171 × 160 mm.

Qual è la differenza tra termobilancia e semplice bilancia?

La termobilancia è una bilancia con una sorgente di calore incorporata: pesa il campione, lo essicca e calcola l’umidità dalla perdita di peso. Una bilancia semplice misura solo la massa, e per l’umidità va usata con una stufa separata.

Il metodo, i tempi di analisi e il confronto con la stufa sono trattati nella guida alla misura dell’umidità dei cereali con stufa, termobilancia e NIR. IROM ha a catalogo le termobilance da laboratorio Kett e i misuratori di umidità KERN DAB, DLB e DBS, che secondo la scheda IROM usano una lampada alogena da 400 W.

Quale portata e risoluzione servono per le mie applicazioni?

La portata deve coprire il peso più alto da mettere sul piatto, contenitore compreso. La risoluzione si sceglie a partire dal campione più leggero e dalla tolleranza ammessa su quella pesata, e va controllata con il peso minimo indicato dal certificato di taratura. Per sacchi, pallet e carichi appesi serve un’altra famiglia di strumenti, descritta nella guida alle bilance industriali.

Una regola di lavoro in tre passaggi:

  1. Peso massimo. Somma il recipiente più pesante e il campione più grande. La portata della bilancia deve stare sopra, con un margine.
  2. Peso minimo e tolleranza. Stabilisci il campione più piccolo e l’errore relativo che puoi accettare, per esempio 0,1% o 1%.
  3. Risoluzione. Scegli una divisione abbastanza fine da restare sopra il peso minimo con quella tolleranza. Una bilancia da 0,01 g difficilmente basta per campioni di pochi decimi di grammo.

Nella gamma KERN a catalogo IROM le combinazioni sono queste, secondo le schede del costruttore pubblicate sulle pagine prodotto:

Serie KERNTipoPortata (Max)Divisione (d)
ABS-N / ABJ-NM / ACS / ACJanaliticada 82 a 320 g0,1 mg
PNS / PNJprecisione, sistema a diapasonda 620 g a 12 kgda 0,001 a 0,1 g
PCBprecisione compattada 100 g a 10 kgda 0,001 a 1 g
440precisione compattada 60 g a 6 kgda 0,001 a 1 g
PFBprecisioneda 120 g a 6 kgda 0,001 a 0,1 g
EWJprecisione, regolazione internada 300 g a 6 kgda 0,001 a 0,1 g

Fonte: schede tecniche KERN del catalogo 2020, scaricabili dalle pagine prodotto IROM (per esempio quelle delle serie PNS · PNJ e ABS-N · ABJ-NM).

Quale bilancia è più adatta per pesare campioni sotto il grammo?

Per campioni sotto il grammo serve di regola una bilancia analitica da 0,1 mg o una semimicro da 0,01 mg. La scelta finale si fa sul peso minimo misurato sulla bilancia installata.

La guida EURAMET cg-18 sulla taratura delle bilance riporta un esempio concreto. Per una bilancia da 220 g con divisione 0,1 mg, una tolleranza dell’1% e un fattore di sicurezza 3, il peso minimo calcolato è 0,0729 g. Sotto circa 73 mg, quella bilancia non garantisce la tolleranza richiesta. Il valore vale per quell’esempio: il peso minimo di ogni bilancia si ricava dalla sua taratura, nel suo ambiente.

Qual è l’accuratezza di una bilancia analitica?

L’accuratezza di una bilancia si legge in tre dati della scheda tecnica, ripetibilità, linearità e divisione, e si conferma con il certificato di taratura, che riporta errori e incertezza. La leggibilità indica solo la cifra più piccola mostrata dal display.

Per la KERN ABT 320-4NM, una delle analitiche della gamma, la scheda tecnica KERN dichiara portata 320 g, leggibilità 0,0001 g, linearità ± 0,0003 g e riproducibilità 0,00015 g. Per le ABS-N e ABJ-NM la scheda KERN indica riproducibilità 0,2 mg e linearità ± 0,3 mg.

Peso minimo e classe di precisione

Le bilance omologate riportano anche un carico minimo (Min). Nella ABJ 120-4NM, secondo la scheda KERN, la divisione è 0,1 mg, la divisione di verifica è 1 mg e il carico minimo è 10 mg. La scheda non indica la classe di precisione. I suoi numeri portano alla classe I della direttiva 2014/31/UE: con e = 1 mg e 120 g di portata le divisioni di verifica sono 120.000, oltre il massimo di 100.000 ammesso in classe II. In classe I la portata minima è 100 volte la divisione di verifica. Negli strumenti con un dispositivo indicatore complementare, come questo, nella regola si usa la divisione reale d (100 × 0,1 mg = 10 mg). È il limite legale. Il peso minimo di processo, quello calcolato in taratura sulla tolleranza del laboratorio, è di solito più alto.

Quali fattori ambientali influenzano la precisione della pesata?

Temperatura, correnti d’aria, vibrazioni, umidità e cariche elettrostatiche sono i fattori che il costruttore chiede di controllare. Più la bilancia è fine, più pesano.

Il manuale d’uso KERN della serie PCB elenca le regole per il luogo di installazione:

  • appoggiare la bilancia su una superficie stabile e piana;
  • evitare temperature estreme e sbalzi, per esempio vicino a un radiatore o al sole diretto;
  • proteggerla dalle correnti d’aria di porte e finestre aperte;
  • evitare urti durante la pesata;
  • proteggerla da umidità elevata, vapori e polvere;
  • evitare cariche statiche dal materiale pesato o dal contenitore.

Lo stesso manuale indica che, se la bilancia arriva fredda in un ambiente molto più caldo, va lasciata scollegata ad acclimatarsi per circa 2 ore. Segnala anche che campi elettromagnetici, cariche elettrostatiche e alimentazione instabile possono dare forti deviazioni delle letture.

Come influiscono correnti d’aria e vibrazioni sulla pesata?

Correnti d’aria e vibrazioni fanno oscillare il valore e allungano i tempi di stabilizzazione. Sulle analitiche producono letture che cambiano a ogni pesata. Per questo KERN fornisce le analitiche con camera chiusa e propone come accessori un tavolo di pesata che assorbe scosse e vibrazioni e uno ionizzatore contro la carica elettrostatica, secondo la scheda della serie ABS-N · ABJ-NM.

Anche la temperatura ha limiti di legge per le bilance omologate. La direttiva 2014/31/UE chiede che lo strumento rispetti i requisiti in un intervallo di temperatura di almeno 5 °C per la classe I e di 15 °C per la classe II. Per questo le analitiche dichiarano intervalli stretti, come i 10-30 °C della serie ABS-N.

Come si fa la taratura della bilancia?

La taratura confronta l’indicazione della bilancia con pesi campione di valore noto e incertezza nota, e riporta errori e incertezza in un certificato. Accredia la descrive così: le tarature “si effettuano confrontando l’indicazione dello strumento, o il valore rappresentato da un campione, con la misura di corrispondenti valori noti con le relative incertezze”.

La guida EURAMET cg-18 prevede tre prove di base:

  • ripetibilità: lo stesso carico viene posato più volte sul piatto, nelle stesse condizioni;
  • errori di indicazione: si applicano pesi campione a diversi valori della portata e si registra lo scarto;
  • eccentricità: lo stesso carico viene messo al centro e in quattro posizioni periferiche del piatto.

La taratura si fa nel luogo d’uso, nelle condizioni normali di lavoro. Prima la bilancia va accesa per il tempo di riscaldamento, livellata e caricata almeno una volta con il peso di prova più alto.

Taratura, regolazione e verificazione: tre cose diverse

Nel linguaggio comune “tarare” la bilancia vuol dire spesso premere CAL con un peso. Il Vocabolario internazionale di metrologia (JCGM 200:2012) separa le operazioni: la regolazione porta lo strumento a dare le indicazioni prescritte, mentre la taratura stabilisce la relazione fra indicazioni e valori di riferimento con le loro incertezze. Il VIM aggiunge che dopo una regolazione lo strumento di norma va ritarato.

OperazioneChe cosa faChi la esegueRisultato
Regolazione (CAL, aggiustamento interno o esterno)corregge la sensibilità della bilancial’utente o la bilancia stessanessun documento
Taraturamisura errori e incertezza rispetto a pesi campione riferibililaboratorio interno o esterno, accreditato o nocertificato o rapporto di taratura
Verificazione periodicacontrolla che una bilancia a uso legale rispetti gli errori massimi ammessiorganismi incaricati secondo il D.M. 93/2017esito della verificazione

Le bilance KERN hanno entrambe le forme di regolazione. La PNJ e la ABJ-NM hanno un peso interno e si regolano da sole. La PNS e la ABS-N usano un peso di calibrazione esterno, secondo le schede KERN.

Come si fa la tara sulla bilancia?

La tara azzera il peso del contenitore per leggere solo il peso netto. Il manuale KERN della serie PCB la descrive così: si mette il contenitore sul piatto, si attende l’indicatore di stabilità e si preme TARE. Il display torna a zero e mostra l’indicatore NET. La tara si può ripetere più volte, per esempio pesando in sequenza i componenti di una miscela, fino al limite della portata.

Ogni quanto va eseguita la taratura di una bilancia da laboratorio?

Per le bilance a uso interno non esiste un intervallo fisso di legge: lo stabilisce il laboratorio sulla base del rischio. Per le bilance usate in funzioni di misura legali la verificazione periodica in Italia va ripetuta ogni 3 anni.

Il documento ILAC-G24 / OIML D 10:2022 chiede di fissare il primo intervallo con un’analisi del rischio. Fra i fattori indica incertezza richiesta, rischio di uscire dagli errori ammessi, raccomandazioni del costruttore, usura e deriva, intensità d’uso e condizioni ambientali. Conta anche l’esito dei controlli intermedi. Il manuale KERN va nella stessa direzione: l’utente responsabile “deve definire un ciclo adeguato” di verifica della bilancia e dei pesi campione.

Accredia indica i momenti in cui la taratura va comunque eseguita: prima della messa in servizio, dopo aggiustamenti o riparazioni e quando lo prevede il contratto con il committente. I controlli intermedi con pesi campione propri, con la loro frequenza e i loro risultati, sono fra i fattori che ILAC-G24 chiede di usare per rivedere l’intervallo.

Per le bilance a uso legale, l’allegato IV del D.M. 21 aprile 2017, n. 93 fissa la periodicità della verificazione: 3 anni per gli strumenti per pesare a funzionamento non automatico e 4 anni per i pesi.

Qual è la differenza tra taratura Accredia e certificazione ordinaria?

Una taratura sotto accreditamento Accredia è eseguita da un laboratorio accreditato secondo ISO/IEC 17025, chiamato LAT, e garantisce la riferibilità metrologica ai campioni nazionali o internazionali. Un rapporto di taratura senza accreditamento può essere tecnicamente corretto, ma quella competenza non è attestata da un ente terzo.

Secondo Accredia i certificati emessi sotto accreditamento sono coperti dagli accordi di mutuo riconoscimento EA MLA (europeo) e ILAC MRA (mondiale). Questi accordi garantiscono la comparabilità dei risultati a livello nazionale e internazionale. Fra i firmatari dell’accordo EA MLA c’è anche DAkkS, l’ente di accreditamento tedesco, secondo l’elenco ufficiale di European Accreditation. Le schede KERN dei modelli citati in questa guida offrono su richiesta il certificato di taratura DAkkS.

Le tarature possono essere fatte anche da laboratori interni all’azienda, come ricorda la stessa Accredia. La scelta dipende da chi deve accettare il risultato. Un audit, un cliente o un capitolato possono chiedere espressamente il certificato accreditato.

Quali dati contiene il certificato di taratura e come interpretarli?

Secondo la guida EURAMET cg-18 e i requisiti della ISO/IEC 17025 riassunti nella guida Accredia alla lettura del certificato di taratura, un certificato di taratura di una bilancia riporta:

  • laboratorio, numero di accreditamento, cliente, bilancia (costruttore, Max, d, luogo di installazione);
  • data, luogo e condizioni ambientali della taratura, regolazione eseguita prima (interna o esterna);
  • errori di indicazione ai carichi di prova, deviazione standard della ripetibilità, esito della prova di eccentricità;
  • incertezza estesa con il fattore di copertura k, di solito k = 2;
  • se presenti, i risultati prima e dopo una regolazione o riparazione e una dichiarazione di conformità a una specifica.

Il certificato descrive la bilancia “nello stato in cui si trova” al momento della prova, come ricorda Accredia. Per leggerlo si confronta l’errore più l’incertezza, al peso che si usa davvero, con la tolleranza del proprio processo. EURAMET aggiunge che il certificato può riportare anche il peso minimo per diverse tolleranze di pesata.

Quali certificazioni e requisiti normativi devo considerare?

Dipende dall’uso della bilancia. Per le funzioni di misura legali elencate dalla direttiva 2014/31/UE servono marcatura CE con marcatura metrologica supplementare e verificazione periodica. Per gli usi interni di laboratorio valgono le regole del proprio sistema qualità e delle norme di accreditamento.

L’articolo 1 della direttiva 2014/31/UE elenca gli usi soggetti a requisiti metrologici. Fra questi ci sono la determinazione della massa per le transazioni commerciali e quella prevista da disposizioni di legge o perizie. Rientrano anche la fabbricazione di medicine in farmacia e le analisi nei laboratori medici e farmaceutici, oltre alla vendita diretta al pubblico a peso. Per questi usi la bilancia porta, dopo la marcatura CE, la marcatura metrologica supplementare: la lettera «M» e le ultime due cifre dell’anno in un rettangolo.

Tre cose pratiche da sapere:

  • L’omologazione si ordina con la bilancia. Le schede KERN avvertono che per l’impiego con obbligo di omologazione la prima omologazione non si può fare in seguito.
  • La verificazione si ripete ogni 3 anni per le bilance in servizio con funzione legale, secondo il D.M. 93/2017.
  • In servizio gli errori ammessi raddoppiano: per gli strumenti in servizio la direttiva fissa errori massimi tollerati pari al doppio di quelli della verifica iniziale.

Nei laboratori accreditati secondo ISO/IEC 17025, o certificati con un sistema qualità, la bilancia rientra nella gestione delle apparecchiature di misura. La taratura riferibile, gli intervalli e i controlli intermedi vanno documentati.

Quanto costa una bilancia da laboratorio KERN?

Il prezzo dipende da portata, divisione e accessori: regolazione interna, omologazione, interfacce, gabbia antivento, certificato di taratura. Per questo non esiste un listino unico valido per tutte le configurazioni.

Per un prezzo in Italia, con consegna, installazione e assistenza, si chiede a IROM indicando il modello oppure il peso minimo e massimo da pesare e la tolleranza richiesta. Se la bilancia serve per un uso legale, l’omologazione va chiesta subito con l’ordine, perché secondo le schede KERN la prima omologazione non si può fare in seguito.

Cosa offre IROM

IROM Italia ha a catalogo bilance da laboratorio KERN analitiche e di precisione, raccolte nella categoria Bilance da laboratorio e nella pagina del produttore KERN.

Bilance analitiche

Bilance di precisione

  • KERN PNS · PNJ: sistema a diapason, da 620 g a 12 kg, gabbia in vetro sui modelli da 1 mg.
  • KERN PCB e KERN 440: compatte, funzionamento anche a batteria.
  • KERN PCD: con indicatore separato, per lavorare sotto cappa o in glove box.
  • KERN EWJ: regolazione interna ogni 2 ore, versioni omologabili.
  • KERN PFB: visualizzazione rapida, gabbia antivento sui modelli da 1 mg e 10 mg.

Per la manutenzione degli strumenti IROM offre il servizio di calibratura e l’assistenza tecnica.

Per scegliere la bilancia giusta per i propri campioni e il proprio laboratorio, contatta IROM con il peso minimo e massimo da pesare e la tolleranza richiesta.

Domande frequenti

Quale bilancia è più affidabile?

Quella che, nella taratura fatta dove è installata, mostra errore e incertezza più piccoli della tolleranza del processo al peso che si usa davvero. Per confrontare due modelli prima dell’acquisto si guardano ripetibilità, linearità e, per l’uso legale, classe di precisione e carico minimo.

Le bilance sono tutte uguali?

No. Cambiano portata, divisione, sistema di pesata, tipo di regolazione e classe di precisione. Fra le bilance KERN a catalogo IROM si va da 1 g di divisione nelle compatte 440 a 0,1 mg nelle analitiche ABS-N e ABJ-NM.

A cosa serve una bilancia di precisione?

A pesare campioni da qualche grammo a diversi chilogrammi con risoluzione fra 1 mg e 0,1 g. KERN la indica per laboratori, controllo qualità, produzione, formulazioni, ricerca, scuole e industria alimentare.

Quali sono le bilance più precise?

Fra le bilance da laboratorio, le analitiche semimicro con leggibilità di 0,01 mg, come le KERN ABP da 0,00001 g. Per sfruttare quella risoluzione servono camera chiusa, banco antivibrazione e temperatura stabile.

Come si calibrano gli strumenti di laboratorio?

Si confronta l’indicazione dello strumento con campioni di riferimento di valore e incertezza noti, e si riportano i risultati in un certificato. Se l’errore è troppo grande si esegue una regolazione e poi si ritara lo strumento, come indica il VIM.

Quanto costa la taratura di una bilancia da laboratorio?

Non esiste un tariffario pubblico unico: il prezzo dipende dal numero di punti di prova, dalla risoluzione, dalla sede e dal fatto che la taratura sia accreditata. Conviene chiedere un’offerta indicando modello, portata, divisione e campo d’uso.

Come scegliere un laboratorio Accredia per tarare la bilancia?

Si cerca nella banca dati dei laboratori di taratura Accredia un centro LAT accreditato per la massa e gli strumenti per pesare. Poi si controlla che il campo e l’incertezza dichiarati nel suo accreditamento coprano portata e divisione della propria bilancia.

In sintesi

La bilancia analitica serve per campioni piccoli e risoluzioni da 0,1 mg in giù; la bilancia di precisione copre pesate da 1 mg a 0,1 g e portate fino a 12 kg. Si sceglie partendo dal campione più leggero e dalla tolleranza ammessa. La taratura misura errori e incertezza e va ripetuta a intervalli decisi dal laboratorio sul rischio. Le bilance a uso legale richiedono marcatura «M» e verificazione ogni 3 anni.

Chiedi un preventivo

Contattaci per richiedere un preventivo: scrivici dalla pagina contatti o dal modulo in fondo a questa pagina, chiamaci al +39 039 878673 oppure scrivi a info@iromitalia.com.

Facebook
Twitter
Email
WhatsApp
Print

Leggi anche