Mietitrebbia parcellare e mini mietitrebbie: a cosa servono, come sceglierle, quanto costano

Indice

Una mietitrebbia parcellare è una mietitrebbia di piccole dimensioni che raccoglie e trebbia una parcella alla volta, tenendo separato il prodotto di ogni parcella. Serve a chi deve misurare la resa di tante piccole superfici: prove varietali, moltiplicazione di sementi, ricerca universitaria. Le mini mietitrebbie compatte hanno una larghezza di taglio intorno al metro. Servono invece a raccogliere piccoli appezzamenti di riso e cereali, dove una macchina normale non entra o non conviene.

Questa guida è per chi deve scegliere una macchina di questo tipo: enti di sperimentazione, ditte sementiere, università, aziende agricole con appezzamenti piccoli o terrazzati, risicoltori con campi di dimensioni ridotte.

In breve

  • Nelle reti di prove varietali italiane le parcelle sono in genere di 9-10 m², ripetute più volte: per raccoglierle serve una macchina che lavori parcella per parcella senza mescolare il prodotto.
  • Una mietitrebbia parcellare per la ricerca ha requisiti più severi di una mietitrebbia da campo: indipendenza dei campioni, purezza del seme, residuo minimo di granella fra una parcella e l’altra, dati affidabili per ogni parcella.
  • Le mini mietitrebbie giapponesi di tipo “hold-on” lavorano con una larghezza di circa 1 metro, contro i 4-5 metri delle mietitrebbie di tipo occidentale (FAO).
  • Un prezzo medio pubblico e affidabile per le mietitrebbie parcellari nuove in Italia non esiste: il prezzo dipende da classe della macchina, numero di file, sistemi di pesatura e misura, dotazioni e assistenza.
  • Per i legumi contano soprattutto un taglio molto basso e una trebbiatura delicata: prima dell’acquisto va verificato che la macchina sia adatta alla specie.

Che cos’è la mietitrebbia e a cosa serve?

La mietitrebbia è la macchina che in un solo passaggio taglia la coltura, la trebbia, pulisce la granella e la scarica in un cassone o nei sacchi. L’IRRI (International Rice Research Institute) la descrive proprio così: una macchina che combina il taglio, l’alimentazione nel gruppo di trebbiatura, la trebbiatura, la pulizia e lo scarico della granella. La paglia viene di solito lasciata in andana dietro la macchina.

Il nome stesso lo dice. Il vocabolario Treccani tratta “mietitrebbia” come sinonimo di mietitrebbiatrice: la macchina che miete e trebbia insieme.

A cosa serve una mietitrebbia parcellare

Una mietitrebbia parcellare serve a raccogliere le parcelle sperimentali una per una, tenendo separata e identificata la granella di ciascuna. In una prova varietale si confrontano decine di varietà su piccole superfici. La rete nazionale frumento duro coordinata dal CREA usa parcelle sperimentali generalmente di 9-10 m², seminate con 350-400 cariossidi germinabili per m². Nei confronti varietali di Veneto Agricoltura le parcelle sono di 10 m² ripetute 3 volte, a blocchi randomizzati. Per ogni varietà si rilevano produzione e peso ettolitrico e, nel frumento duro, il contenuto proteico.

Qui la macchina fa più che raccogliere. Una review del 2026 sulle mietitrebbie parcellari (Ren e coautori, rivista Agriculture) le definisce macchine specializzate per prove di miglioramento genetico, valutazione del germoplasma e raccolta di piccoli lotti di seme. Rispetto alle mietitrebbie da campo hanno requisiti più alti su cinque punti:

  • indipendenza dei campioni: la granella di una parcella non deve finire in quella successiva;
  • integrità della granella e purezza del seme;
  • residuo minimo di granella nella macchina;
  • cambio rapido da una parcella all’altra;
  • affidabilità dei dati di ogni parcella.

Il punto critico è il residuo. Lo dice chiaramente uno studio sulla pulizia delle mietitrebbie parcellari da frumento (Gao e coautori, Processes, 2026). La mescolanza di seme causata dalla granella residua può compromettere l’accuratezza di un’intera prova di miglioramento genetico in campo.

Chi usa queste macchine:

  • enti di sperimentazione e reti di prove varietali, che confrontano varietà in molte località;
  • ditte sementiere, per le prove e per raccogliere piccoli lotti di seme di base o di pre-base;
  • università e centri di ricerca, per prove agronomiche, di concimazione e di difesa;
  • aziende agricole con piccoli appezzamenti, campi terrazzati o colture di nicchia, dove una mietitrebbia da pieno campo non entra o non ripaga.

Qual è la differenza tra una mietitrebbia e una trebbiatrice?

La trebbiatrice trebbia soltanto: stacca i chicchi dalle spighe e li separa da paglia e pula. La mietitrebbia fa anche il taglio in campo, quindi miete e trebbia nello stesso passaggio. Treccani definisce la trebbiatrice come la macchina agricola che serve a staccare le cariossidi del grano e dei cereali simili dalle spighe, separandole dalla paglia e dalla pula.

L’IRRI distingue i sistemi di raccolta in base a come si combinano le operazioni. Si può tagliare la coltura e lasciarla in andana con una mietitrice, poi trebbiare con una trebbiatrice fissa e pulire a mano o a macchina. Oppure si usa la mietitrebbia, che fa tutto in un solo passaggio.

Qual è la differenza tra una mietitrice e una mietitrebbia?

La mietitrice taglia la coltura senza trebbiarla. Treccani descrive la mietitrice come una macchina per la mietitura dei cereali con una lama a moto alternativo. La mietitrebbia aggiunge al taglio la trebbiatura, la pulizia e la raccolta della granella.

MacchinaCosa faCosa serve dopoUso tipico oggi
MietitriceTaglia la coltura e la lascia in campoTrebbiatura separataColture da far seccare in andana, piccole superfici
TrebbiatriceStacca i chicchi e li separa da paglia e pulaIl taglio va fatto primaTrebbiatura fissa di piccoli lotti, campioni, seme
MietitrebbiaTaglia, trebbia, pulisce e raccoglie la granellaNulla, se non trasporto ed essiccazioneRaccolta di cereali, riso, legumi e oleaginose
Mietitrebbia parcellareCome la mietitrebbia, una parcella alla volta, con prodotto separato per parcellaPesatura e analisi per parcella, se non fatte a bordoProve varietali, sementi, ricerca

Qual è la larghezza di una mietitrebbia?

Dipende dalla classe della macchina: le mietitrebbie di tipo occidentale hanno una barra di taglio di 4-5 metri, le unità giapponesi di tipo “hold-on” lavorano con circa 1 metro. Lo riporta la FAO in una scheda sulle tecniche di raccolta e trebbiatura dei cereali. Secondo la stessa fonte, in base al tipo di macchina e alla larghezza di lavoro la capacità varia da 2 a 15 ore per ettaro.

Per le mini mietitrebbie conviene distinguere tre misure, che le schede tecniche riportano separatamente:

  • larghezza di taglio: quanto prende la barra in un passaggio;
  • larghezza d’ingombro: quanto è larga la macchina, che decide cancelli, capezzagne e carrello di trasporto;
  • numero di file (per il riso e i cereali in file, nelle macchine giapponesi): 2, 3 o 4 file.

Un esempio concreto con i dati del produttore. Secondo la brochure Iseki della serie HVZ, la HVZ218 taglia 2 file con una larghezza di taglio di 800 mm. La macchina è larga 1.630 mm, lunga 3.090 mm e pesa 1.030-1.070 kg secondo la versione. La tabella dei dati tecnici Iseki della serie HFC indica per la HFC325 3 file e 1.091 mm di taglio. Per la HFC435 indica 4 file e 1.341 mm di taglio. La larghezza d’ingombro è di circa 1,7 metri per entrambe.

Qual è la larghezza minima necessaria per piccoli appezzamenti?

Per piccoli appezzamenti conta la larghezza d’ingombro più di quella di taglio: la macchina deve passare dall’accesso al campo, girare in capezzagna e salire sul mezzo di trasporto. Nella serie HVZ, secondo la brochure Iseki, i modelli a 2 file tagliano 800-850 mm e sono larghi da 1.505 a 1.630 mm.

Per le prove parcellari il ragionamento cambia. La larghezza di taglio va scelta in funzione della larghezza della parcella. Con parcelle da 9-10 m² la barra deve coprire la parcella in un passaggio, o in un numero noto di passaggi, senza prendere le file della parcella vicina.

Oltre alla larghezza, per scegliere servono altri numeri. Il tempo di lavoro: la HVZ218 ha un’efficienza di lavoro, indicata da Iseki, di 32-96 minuti per 1.000 m². La capacità del serbatoio: 430 litri per la HVZ218 e 720 litri per le HFC325 e HFC435, secondo le schede Iseki. E il peso, che conta per il trasporto su carrello e per il compattamento del terreno.

Quali marche producono mietitrebbie parcellari?

Le mietitrebbie parcellari per la ricerca le costruisce un numero ristretto di produttori specializzati. Le mini mietitrebbie compatte per riso e cereali vengono invece in gran parte dai costruttori giapponesi e asiatici, tra cui Iseki, le cui macchine IROM Italia propone in Italia. Prima della marca conviene però capire quale delle due famiglie serve.

Mietitrebbia parcellare da ricercaMini mietitrebbia compatta (tipo giapponese)
ObiettivoDato di resa e qualità per ogni parcellaRaccogliere piccoli appezzamenti in modo efficiente
Punto criticoResiduo zero fra parcelle, purezza del semeManovrabilità, adattamento a campi piccoli e bagnati
Larghezza di lavoroLegata alla larghezza della parcellaCirca 1 m (FAO); 800-1.341 mm nei modelli Iseki citati
Raccolta della granellaSacchetto o campione per parcella, spesso pesato a bordoSerbatoio (430-720 L nei modelli Iseki citati) o sacchi
DatiPesatura, umidità, a volte NIR per parcellaDi norma nessun sistema di misura per parcella
Utente tipicoEnti di ricerca, sementieri, universitàRisicoltori e aziende con piccoli appezzamenti, moltiplicazione di sementi

Nelle mini mietitrebbie giapponesi la FAO parla di unità “hold-on”. Nella documentazione Iseki il gruppo di trebbiatura ha una catena di alimentazione e una regolazione della profondità di trebbiatura, automatica e manuale. Le schede IROM di HVZ 218, HFC325 e HFC435 indicano questi modelli per riso, farro, grano, orzo e frumento.

Le mini mietitrebbie Iseki nascono per la raccolta di produzione. Le schede IROM e i dati Iseki consultati non indicano sistemi di pulizia fra una parcella e l’altra, né pesatura o misura dell’umidità a bordo per parcella. Chi deve raccogliere prove sperimentali con dato per parcella deve verificare con il fornitore come ottenere campioni separati e puliti.

Come scegliere: le domande da porsi prima dell’acquisto

  1. Serve un dato per parcella o solo la raccolta? Se serve il dato, contano la pulizia fra parcelle, la pesatura e l’identificazione dei campioni. Se serve solo raccogliere, contano capacità e manovrabilità.
  2. Quali colture? Le schede IROM di HVZ 218, HFC325 e HFC435 indicano riso, farro, grano, orzo e frumento. Per altre specie va chiesta conferma.
  3. Quanto sono grandi parcelle e appezzamenti? Da qui derivano larghezza di taglio, numero di file e larghezza d’ingombro.
  4. Come si arriva al campo? Peso e ingombro decidono il mezzo di trasporto.
  5. Il terreno è bagnato o in pendenza? I cingoli e una bassa pressione al suolo aiutano sui terreni bagnati.
  6. Chi fa assistenza e ricambi in Italia? Una macchina che si ferma in piena raccolta fa perdere la finestra utile. L’IRRI ricorda che per il riso la finestra di raccolta con la mietitrebbia è spesso stretta.

Quali mini-mietitrebbie sono più adatte a terreni collinari?

Sui terreni collinari e bagnati sono più adatte le mini mietitrebbie cingolate, leggere e a baricentro basso, con bassa pressione al suolo. Le Iseki HVZ218, HFC325 e HFC435 lavorano su cingoli. Per la HVZ218 la brochure Iseki della serie HVZ indica una pressione media al suolo di 16,6 kPa con cingoli da 300 mm. Con cingoli larghi da 400 mm scende a 12,9 kPa.

La pendenza massima di lavoro, però, è un dato che il costruttore deve dichiarare per il modello specifico: le schede Iseki consultate per questa guida non lo riportano. Prima di acquistare per un’azienda in collina va chiesta questa informazione, insieme alle indicazioni del manuale d’uso sulla sicurezza in pendenza.

Quale mini mietitrebbia serve per i legumi?

Una mini mietitrebbia per legumi deve tagliare molto vicino al terreno e trebbiare con delicatezza, perché i baccelli bassi e il seme dei legumi si perdono o si rompono facilmente. Le indicazioni tecniche delle associazioni dei produttori di legumi canadesi sono precise.

  • Lenticchia. Va tagliata vicino al terreno per raccogliere i baccelli più bassi. Serve una velocità del battitore bassa, di solito fra 250 e 500 giri al minuto, per non scheggiare o rompere il seme. È preferibile trebbiare con il seme intorno al 18% di umidità e poi essiccare (Saskatchewan Pulse Growers).
  • Cece. Va trebbiato con il seme intorno al 18% di umidità. Servono un controbattitore più aperto per i semi grandi e attenzione a non danneggiare il seme, soprattutto nei tipi kabuli (Governo del Saskatchewan).

Da qui la regola pratica per scegliere: una macchina per legumi deve permettere un’altezza di taglio molto bassa e di regolare velocità del battitore e apertura del controbattitore. Le schede IROM di HVZ 218, HFC325 e HFC435 indicano riso, farro, grano, orzo e frumento e non elencano legumi fra le colture. Chi deve raccogliere legumi deve chiedere al fornitore una conferma scritta sulla specie.

Per chi lavora legumi dopo la raccolta, IROM propone anche macchine per la pulitura e la selezione: vedi la sezione “Cosa offre IROM”.

Quanto può costare una mietitrebbia?

Il costo di una mietitrebbia varia di molto con la classe della macchina, e per le mietitrebbie parcellari non esiste un listino pubblico italiano affidabile. Il prezzo dipende dalla famiglia (da ricerca o compatta), dalla larghezza di taglio e dal numero di file, dalla potenza, dai sistemi di pesatura e misura, dalle dotazioni e dall’assistenza.

Due riferimenti pubblici, da leggere con cautela perché non riguardano il mercato italiano di oggi:

  • Iseki HFC325 in Giappone. Al lancio, nel dicembre 2015, il comunicato ufficiale Iseki indicava un prezzo di listino da 4.168.800 a 4.773.600 yen, imposta sui consumi giapponese inclusa, secondo la versione. È un listino del mercato interno giapponese di oltre dieci anni fa: trasporto, adeguamenti per l’Europa, cambio e servizio del rivenditore cambiano il prezzo finale in Italia.
  • Mini mietitrebbie asiatiche. L’IRRI riporta per le mini mietitrebbie a flusso assiale diffuse in Vietnam, Filippine e Cina, con 1-1,5 metri di taglio, un costo di 5.000-10.000 dollari. Per le mietitrebbie a flusso assiale da 3 metri riporta 60.000-80.000 dollari. Sono dati di contesto su macchine diverse e su altri mercati, riferiti alla situazione intorno al 2010.

Qual è il prezzo medio di una mietitrebbia parcellare nuova?

Un prezzo medio pubblico e verificabile per le mietitrebbie parcellari nuove non esiste: i costruttori vendono su preventivo, e la configurazione cambia molto il prezzo. Le voci che pesano di più sono queste:

  • sistema di pulizia fra parcelle, che nelle macchine da ricerca è il cuore del progetto;
  • pesatura a bordo e misura di umidità per parcella, ed eventuale analizzatore NIR;
  • software per identificare parcelle e campioni e scaricare i dati;
  • barra di taglio e numero di file, motore, cingoli o ruote;
  • trasporto, messa in servizio e formazione;
  • contratto di assistenza e disponibilità di ricambi.

Per un preventivo confrontabile conviene chiedere a ogni fornitore la stessa configurazione e il dettaglio di queste voci.

Quanto costa una mietitrebbia parcellare usata?

Il prezzo di una mietitrebbia parcellare usata dipende da età, ore di lavoro, stato del gruppo di trebbiatura e dei cingoli, dotazioni di misura e documenti. Anche per l’usato non esiste un listino di riferimento pubblico. Il mercato dell’usato di piccole mietitrebbie passa in buona parte da portali di annunci e da importazioni: chi compra deve controllare di persona. Le macchine usate disponibili da IROM sono pubblicate nella categoria Macchine usate.

Cosa guardare su una mini mietitrebbia usata:

  • Ore motore e anno, confrontati con lo stato generale.
  • Cingoli, rulli e tendicingolo: sulle macchine cingolate sono componenti costosi.
  • Gruppo di taglio: lama, dita, catene di alimentazione.
  • Gruppo di trebbiatura e pulizia: battitore, crivelli, ventilatore, cinghie.
  • Trasmissione idrostatica (HST): deve rispondere senza strappi e senza perdite.
  • Pulizia interna: per l’uso sementiero o sperimentale, i residui di granella e di semi infestanti sono un problema diretto.
  • Ricambi e assistenza: per un modello giapponese va verificato chi fornisce i ricambi in Italia e in quanto tempo.
  • Marcatura CE e documenti. Nell’Unione europea le macchine devono rispettare la Direttiva macchine 2006/42/CE; dal 20 gennaio 2027 si applica il Regolamento (UE) 2023/1230. La marcatura CE si può apporre solo dopo la procedura di valutazione della conformità prevista (Commissione europea). Una macchina importata dal mercato interno giapponese va controllata su questo punto.

Dove trovare mietitrebbie parcellari in vendita in Italia?

In Italia si trovano presso i distributori dei costruttori e sui portali di annunci di macchine agricole usate. Le mini mietitrebbie compatte Iseki si trovano da IROM Italia; le parcellari da ricerca presso i distributori dei costruttori specializzati. Il distributore dà in più l’assistenza, i ricambi e la verifica della macchina prima della vendita. Sui portali conviene applicare con rigore la lista di controlli qui sopra.

Conviene acquistare o noleggiare una mietitrebbia parcellare?

Conviene acquistare quando le parcelle o gli appezzamenti da raccogliere ogni anno sono molti e la raccolta deve avvenire nel momento esatto scelto da chi fa la prova. Conviene noleggiare, o affidarsi a un servizio di raccolta parcellare, quando le prove sono poche o saltuarie. Il criterio decisivo è il controllo della data di raccolta. In una prova varietale le parcelle di una stessa località vanno raccolte in condizioni il più possibile omogenee. Per il riso l’IRRI indica di raccogliere con la mietitrebbia fra il 20 e il 25% di umidità, o quando l’80% dei chicchi è color paglia. Aspettare il turno di un contoterzista può costare la qualità del dato.

Un confronto rapido:

AcquistoNoleggio o servizio
Controllo della data di raccoltaPienoDipende dalla disponibilità
CostoInvestimento iniziale, manutenzione, rimessaggioCosto per giornata o per parcella
Pulizia fra parcelle e purezzaSotto controllo di chi usa la macchinaDa verificare con chi la fornisce
Adatto aEnti con molte prove, sementieri, aziende con superfici ricorrentiProve occasionali, prime sperimentazioni

Nelle zone dove i contoterzisti lavorano con mietitrebbie grandi, la raccolta di piccoli appezzamenti può essere difficile da ottenere nel momento giusto: è uno dei motivi per cui le aziende con campi piccoli valutano una macchina propria.

Misurare umidità e qualità alla raccolta

Qualunque sia la scelta, la decisione di raccogliere si prende misurando l’umidità della granella in campo. Per il riso un misuratore tascabile come il Kett Riceter F501 permette di controllare l’umidità prima di partire. Per proteine e umidità durante la raccolta, il GrainSense Combine si installa nell’elevatore di una mietitrebbia; la scheda IROM elenca frumento, orzo, mais, soia, colza, avena e segale. Per approfondire metodi e strumenti c’è la guida Come misurare umidità e proteine dei cereali.

Cosa offre IROM

IROM Italia propone in Italia mietitrebbie Iseki compatte, a cingoli, per riso, farro, grano, orzo e frumento. Sono macchine per piccoli appezzamenti: per l’uso su prove sperimentali vanno verificate con IROM la pulizia fra parcelle e la gestione dei campioni. La categoria Mietitrebbie parcellari comprende oggi cinque schede:

  • Iseki HVZ 218: 2 file, 800 mm di taglio, serbatoio da 430 litri secondo la brochure Iseki della serie HVZ.
  • Iseki HFC325: 3 file, 1.091 mm di taglio, serbatoio da 720 litri secondo la tabella dei dati tecnici Iseki.
  • Iseki HFC435: 4 file, 1.341 mm di taglio, serbatoio da 720 litri secondo la tabella dei dati tecnici Iseki.
  • Iseki HVB217-KWC: modello Iseki specifico per il riso, secondo la scheda IROM.
  • Mietitrebbia parcellare Iseki: macchina a cingoli con dispositivi per mantenere costante l’altezza di taglio e fotocellula per mantenere la direzione, secondo la scheda IROM.

Dopo la raccolta, per la lavorazione del riso e dei cereali IROM propone le decorticatrici e le selezionatrici ottiche ANZAI. Per il campionamento c’è la sonda preleva campioni GSS. Su tutte le macchine è disponibile l’assistenza tecnica.

Per capire quale modello si adatta alle proprie parcelle o ai propri appezzamenti, contatta IROM per un preventivo.

Domande frequenti

Per cosa si usa la mietitrebbia?

Per raccogliere cereali, riso e altre colture da granella in un solo passaggio: taglia la coltura, la trebbia, pulisce la granella e la scarica in un cassone o nei sacchi. La mietitrebbia parcellare fa lo stesso su piccole parcelle sperimentali, tenendo separato il prodotto di ciascuna.

Mini mietitrebbia italiana: quanto costa?

Non esiste un listino pubblico affidabile: il prezzo dipende da larghezza di taglio, numero di file, potenza, dotazioni e assistenza. Chi cerca una mini mietitrebbia in Italia può rivolgersi anche a distributori italiani di macchine estere, come IROM Italia per Iseki. Il modo corretto per confrontare è chiedere preventivi sulla stessa configurazione.

Quanto costa una mini-mietitrebbia nuova o usata?

Dipende dalla classe della macchina e, per l’usato, da ore di lavoro, stato di cingoli e trebbiatura e documenti. Come riferimento di contesto, Iseki indicava nel 2015 per la HFC325 un listino giapponese da 4.168.800 a 4.773.600 yen, imposte incluse. Il prezzo in Italia oggi è diverso e va chiesto al distributore.

Quali marche producono mini-mietitrebbie compatte?

Le mini mietitrebbie compatte per riso e cereali vengono in gran parte da costruttori giapponesi e asiatici; fra questi Iseki, di cui IROM Italia propone in Italia i modelli HVZ 218, HFC325, HFC435 e HVB217-KWC.

Dove trovare mini-mietitrebbie usate in Italia?

Presso i distributori dei costruttori e sui portali di annunci di macchine agricole. Prima dell’acquisto vanno controllati ore motore, cingoli, gruppo di taglio e trebbiatura, trasmissione, disponibilità di ricambi in Italia e marcatura CE.

Qual è la differenza tra una mietitrice e una mietitrebbia?

La mietitrice taglia la coltura senza trebbiarla. La mietitrebbia taglia, trebbia e pulisce la granella in un solo passaggio.

Qual è la larghezza di una mietitrebbia?

Secondo la FAO le mietitrebbie di tipo occidentale hanno una barra di taglio di 4-5 metri, le unità giapponesi compatte di circa 1 metro. Nei modelli Iseki proposti da IROM la larghezza di taglio va da 800 mm (HVZ218, 2 file) a 1.341 mm (HFC435, 4 file).

In sintesi

La mietitrebbia parcellare serve a chi deve misurare: raccoglie una parcella alla volta, senza mescolare il prodotto, e rende confrontabili le varietà. La mini mietitrebbia compatta serve a chi deve raccogliere piccoli appezzamenti dove una macchina grande non entra. Per scegliere contano larghezza di taglio e d’ingombro, colture da raccogliere, terreno, pulizia fra parcelle e assistenza. Il prezzo, nuovo o usato, si confronta solo su preventivi con la stessa configurazione.

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